La sinistra cambia nome ma il livore resta

«Ieri Craxi, oggi Meloni: la sinistra cambia nome ma il livore resta». È l’attacco del deputato abruzzese di Fratelli d’Italia Guerino Testa, che interviene sulle manifestazioni di protesta contro il governo e accusa la sinistra di alimentare un clima di ostilità personale nei confronti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
La presa di posizione arriva all’indomani delle mobilitazioni studentesche del 16 ottobre, che hanno interessato numerose città italiane. Durante alcuni cortei sono state esposte e imbrattate immagini di esponenti politici, tra cui quelle della premier, suscitando reazioni e polemiche.
Testa traccia un parallelo con il passato, richiamando il trattamento riservato a Bettino Craxi nel corso degli anni delle contestazioni politiche.
«Oggi imbrattano e bruciano le foto di Giorgia Meloni; ieri imbrattavano il nome di Craxi, storpiandolo con disprezzo, e speculavano persino nei menu delle Feste dell’Unità con macabre ironie», afferma il parlamentare di Fratelli d’Italia.
Secondo Testa, nonostante i cambiamenti attraversati negli anni dai partiti del centrosinistra, sarebbe rimasto immutato l’atteggiamento nei confronti degli avversari politici.
«La verità è che a sinistra possono continuare a cambiare sigle e simboli, dal Pds ai Ds, dall’Ulivo fino a oggi, ma non cambieranno mai la testa. Dietro i finti panni dei democratici si nasconde sempre lo stesso identico metodo: l’odio personale e il livore politico utilizzati come unico argomento contro l’avversario».
Il deputato conclude rivendicando la linea del proprio partito: «Non è cambiato nulla. Noi rispondiamo con il lavoro e i fatti per l’Italia».
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