«Ti ammazzo». Finiscono tutti in tribunale
GENGA La lite era stata scoppiata per motivi legati all’eredità, tra cui una casa in una frazione di Genga lasciata dal padre defunto. Attriti di lungo corso, dispetti, accesi confronti, fino al litigio choc avvenuto il 24 agosto 2020 quando uno dei due, in preda all’ira, ha preso l’auto e ha travolto il fratello, mandandolo all’ospedale in eliambulanza con una serie di fratture alle costole, dopo averlo pure percosso con un bastone. Il tutto davanti ai rispettivi figli, intervenuti per separarli.
La ricostruzione
Per quell’episodio era stato condannato a 6 mesi un 73enne di Genga, difeso dall’avvocato Raffaela Busini. Ma lui, a sua volta, aveva denunciato il fratello 69enne e i due nipoti (tutti assistiti dall’avvocato Maurizio Benvenuto), sostenendo di essere stato non solo provocato, ma anche aggredito e minacciato. Questo secondo filone giudiziario si è chiuso ieri nel tribunale di Ancona con la sentenza pronunciata dal giudice Valerio Grisanti che ha assolto il fratello del 73enne da ogni accusa, mentre ha inflitto lievi condanne ai suoi due figli: 6 mesi al più grande (ha 33 anni) per le lesioni allo zio e alla cugina e una multa di 500 euro al più piccolo (32enne) per le minacce a loro rivolte.
La furibonda lite agostana era esplosa, in particolare, perché uno dei due contendenti non riusciva ad accedere alla casa lasciata in eredità dal padre: sosteneva che il fratello gli avesse nascosto le chiavi per dispetto.
Dalle parole si era passati in pochi attimi ai fatti. Il 73enne era salito sulla sua Ford e, premendo il piede sull’acceleratore, aveva investito il fratello. Poi era sceso per continuare ad infierire su di lui con un bastone. In quei frangenti, erano intervenuti i figli del 69enne, ferito a terra.
Entrambi sono finiti a processo con l’accusa di aver aggredito lo zio e la loro cugina 27enne: si erano fatti medicare all’ospedale, il primo con una prognosi che alla fine ha raggiunto i 50 giorni, la seconda per una lieve lesione alla caviglia. In quella circostanza, il più piccolo dei due fratelli aveva minacciato lo zio alla presenza dei poliziotti e del 118 che nel frattempo erano intervenuti: «Se non lo mettete in carcere, lo ammazzo io». Erano accusati anche di aver rotto il finestrino dell’auto dello zio, ma sono stati assolti da quest’accusa, così come il padre – che da vittima dell’aggressione si è trovato sul banco degli imputati – è stato scagionato da tutto.




