Umbria

Terni, discarica Ast: ok a bonifica e duna alberata, ampliamento solo verticale

Con l’approvazione del Provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur), la Regione Umbria ha attuato gli impegni previsti all’interno dell’Accordo di Programma. Un atto strategico che coniuga la continuità operativa del polo siderurgico ai più rigidi standard di tutela del territorio. Il provvedimento risolve una criticità storica che grava su Terni da decenni: grazie al landfill mining, verranno rimossi 1,1 milioni di metri cubi di vecchi rifiuti comunali, causa di infiltrazioni di percolato nella falda.

Bonifica A seguito dell’approvazione, Arvedi-Ast bonificherà l’area realizzando una barriera geologica isolante in argilla e geocomposito bentonitico, recupererà il 3 per cento di metalli dai rifiuti estratti e costruirà una duna alberata alta fino a 20 metri per attenuare l’effetto di polveri, rumore e impatto visivo. Il progetto prevede zero consumo di nuovo suolo: l’ampliamento in estensione verticale avviene interamente entro il perimetro già occupato di 62 ettari, senza intervenire su aree vergini. Inoltre, Ast dovrà piantumare un bosco urbano di almeno 6 ettari per compensare le emissioni di CO2 e investire 1,2 milioni di euro nel ripristino paesaggistico finale. Parallelamente è in dirittura d’arrivo il completamento della nuova rampa scorie per la cattura delle emissioni.

Ecotassa Il vero cambio di paradigma avverrà con l’attuazione dell’articolo 4 dell’Accordo di programma, in cui è prevista la riforma del tributo speciale di deposito in discarica, la cosiddetta Ecotassa. «L’applicazione non avverrà più, come accaduto dal 1997 ad oggi, con l’applicazione del minimo imponibile, ma attraverso un innovativo metodo di premialità ambientale – spiega l’assessore regionale Thomas De Luca – smaltire costerà proporzionalmente di meno quanto più i residuali delle scorie saranno riciclati». Un incentivo che punta ad un doppio beneficio, continua De Luca: «Da una parte riciclare converrà per abbattere i costi di smaltimento e dall’altra servirà a garantire il prolungamento della fase di operatività produttiva, fino a raddoppiarla o triplicarla. Con un recupero al 50 per cento raddoppierebbe di fatto la vita della discarica che durerebbe 30 anni o più».

Landifill mining Il progetto di Landfill mining costituisce un diretto intervento risolutivo di una criticità ecologica che grava sul comune di Terni da decenni. Verranno eliminati in modo permanente i problemi ambientali ed economici legati alla generazione del percolato della vecchia discarica comunale, i cui elevati costi di gestione gravano sulla collettività. Una volta rimossi i rifiuti solidi urbani (Rsu) l’azienda realizzerà una barriera geologica artificiale di fondo, composta da un metro di argilla compattata e 4 strati di geocomposito bentonitico, per isolare in modo stagno il nuovo catino ed evitare infiltrazioni verso la falda. I rifiuti estratti saranno trattati in un apposito impianto di vagliatura e selezione per recuperare materiali utili, in particolare metalli ferrosi e non ferrosi. Il progetto non sottrae nuove aree naturali o agricole, ma si sviluppa interamente all’interno del perimetro già precedentemente autorizzato e compromesso dalle vecchie attività di discarica.

Condizione ambientale Questa attenzione al territorio locale si sposa con una precisa responsabilità climatica globale espressa nella condizione ambientale 5 inserita dalla Regione Umbria, che impone la compensazione integrale di oltre 1,1 mila tonnellate di CO2 generate dalle attività di cantiere e logistica attraverso un Piano di Forestazione Urbana previsto dal provvedimento che vincola alla piantumazione di essenze arboree nelle aree immediatamente adiacenti allo stabilimento Ast o in alternativa su terreni messi a disposizione dal Comune di Terni. Dal 2028, l’ecotassa per il conferimento dei rifiuti speciali in discarica che toccherà anche Arvedi-Ast cesserà di essere un prelievo punitivo per trasformarsi in una rendita ambientale a favore del territorio.

 

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