Il caso del piccolo Domenico, dalle chat dei medici emergono diverse versioni referto
Dalla trascrizione delle chat tra due medici dell’equipe che ha partecipato al trapianto di cuore subito da Domenico Caliendo, il bambino di due anni morto a Napoli a febbraio scorso, emergono le tracce di diverse modifiche apportate al referto operatorio, almeno tre, e quindi secondo gli inquirenti, la conferma del falso in cartella clinica contestato al cardiochirurgo Guido Oppido e alla seconda operatrice Emma Bergonzonj, due degli indagati per quella morte.
I dettagli sono contenuti in una integrazione depositata dal pm titolare dell’indagine, Giuseppe Tittaferrante, in vista dell’udienza del Riesame per l’ordinanza interdittiva emessa a luglio nei confronti di Oppido e Bergonzoni.
Punto nodale, secondo quanto apprende AGI, è nella scansione temporale dei passaggi riguardanti l’arrivo del cuore del donatore da Bolzano e il prelievo del cuore malato del bambino di due anni e quattro mesi morto il 21 febbraio. Sotto la lente la frase in cui si afferma «l’equipe di espianto arriva in sala operatoria e procede all’apertura del sistema di trasporto per estrarre il cuore del donatore, nel mentre si inizia la cardiectomia» che risulta inserita solo dalla terza bozza in avanti, due giorni dopo l’intervento, il 25 dicembre 2025, dopo – secondo quanto viene ricostruito nel documento – messaggi in cui emerge un confronto tra Bergonzoni e la dottoressa Mariangela Addonizio e il primario Oppido.
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