Società

Tentata accoltellamento al professore, la Procura indaga sull’ipotesi di istigazione. Sotto esame chat e social

La Procura per i minorenni di Palermo ha sentito per diverse ore il dodicenne che il 30 maggio ha tentato di aggredire con due coltelli un insegnante di tecnologia in una scuola della provincia di Trapani. Secondo quanto riferito dall’ANSA, durante l’audizione, alla quale hanno preso parte anche psicologi, il ragazzo non avrebbe manifestato segni di pentimento.

Le indagini sulla tentata aggressione si concentrano sempre più sul contesto digitale nel quale sarebbe maturato il gesto del dodicenne che ha cercato di colpire il proprio insegnante di Tecnologia armato di due coltelli.

La Procura per i minorenni di Palermo ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, per l’ipotesi di istigazione. Gli investigatori vogliono accertare se il ragazzo abbia agito da solo oppure se sia stato influenzato, incoraggiato o sostenuto da altri soggetti attraverso social network, chat o gruppi online.

Secondo gli inquirenti, l’azione sarebbe stata pianificata nei dettagli nei giorni precedenti. L’attenzione si concentra sui contenuti pubblicati dal minore sui social e sui contatti avuti nelle settimane precedenti all’aggressione.

I messaggi pubblicati prima dell’aggressione

Tra gli elementi acquisiti dagli investigatori figurano diversi post pubblicati su TikTok nei giorni precedenti ai fatti. In uno dei messaggi comparsi poche ore prima dell’ingresso a scuola, il ragazzo avrebbe scritto in inglese una frase riconducibile all’annuncio di un’azione imminente. In un altro post, pubblicato nei giorni precedenti, compariva invece una frase che gli inquirenti stanno analizzando per comprenderne il significato e le possibili finalità.

Dalla lettura di alcuni commenti emerge inoltre che diversi follower sembravano conoscere almeno in parte le intenzioni del dodicenne. Alcuni utenti gli avrebbero chiesto dettagli sulle modalità con cui avrebbe documentato l’azione e il ragazzo avrebbe fatto riferimento all’utilizzo di una videocamera fissata sul casco.

Secondo la ricostruzione investigativa, la diretta sarebbe stata trasmessa attraverso Telegram e sarebbe stata annunciata in precedenza sui social.

Sequestrati cellulare e computer

Per ricostruire il contesto nel quale è maturato il gesto, i carabinieri hanno sequestrato il cellulare, il computer e gli altri dispositivi elettronici in uso al ragazzo.

Le analisi forensi dovranno chiarire il contenuto delle conversazioni, i gruppi frequentati, gli eventuali contatti con altri utenti e il ruolo svolto dalle piattaforme digitali nella preparazione dell’aggressione.

Gli investigatori hanno escluso, allo stato attuale, che l’episodio sia collegato a una challenge social. Restano però sotto esame i commenti comparsi dopo i fatti. Alcuni utenti avrebbero deriso il ragazzo per il fallimento della sua “missione”, mentre altri avrebbero chiesto dove poter visualizzare la registrazione della diretta.

Le verifiche sui possibili collegamenti con il caso di Bergamo

Tra gli approfondimenti in corso vi è anche la verifica di eventuali contatti con ambienti digitali frequentati dal tredicenne che a marzo aveva accoltellato una docente di francese a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo.

Secondo quanto riportato dalla stampa nazionale, una giovane comparsa nell’inchiesta lombarda avrebbe riferito di aver incrociato entrambi i ragazzi negli stessi contesti online. Al momento non emergono collegamenti diretti tra le due vicende, ma le analogie hanno spinto gli investigatori a svolgere ulteriori accertamenti.

In entrambi i casi, infatti, l’aggressione sarebbe stata preceduta da contenuti pubblicati sui social e accompagnata da una diretta trasmessa tramite Telegram.

Il racconto del docente: “Pensavo fosse uno scherzo”

L’insegnante coinvolto ha raccontato di avere inizialmente interpretato la situazione come uno scherzo. Solo quando il ragazzo gli si è avvicinato armato di due coltelli avrebbe compreso la gravità di quanto stava accadendo.

Il professore è riuscito a bloccare il giovane e a chiedere aiuto. Poco dopo sono intervenuti altri docenti che hanno contribuito a disarmarlo.

Nelle dichiarazioni riportate dall’ANSA, l’insegnante ha spiegato di non avere mai riscontrato in precedenza atteggiamenti particolarmente aggressivi da parte dello studente. Ha inoltre richiamato l’attenzione sulle possibili fragilità personali e familiari che possono interessare alcuni adolescenti.

Il preside: “Non c’erano stati segnali evidenti”

Anche il dirigente scolastico ha evidenziato come non fossero emersi segnali tali da far prevedere un gesto di questa portata.

Secondo quanto riferito dalla scuola, il ragazzo era considerato molto riservato, con pochi rapporti sociali e senza particolari problemi disciplinari. La mattina dell’aggressione sarebbe arrivato in ritardo e avrebbe chiesto di recarsi in bagno prima dell’inizio delle lezioni. Lì si sarebbe cambiato d’abito e avrebbe indossato il casco utilizzato successivamente durante la diretta.

Le possibili misure per il minore

Il dodicenne è stato ascoltato dalla procuratrice per i minorenni di Palermo con il supporto di un’équipe di psicologi. Secondo quanto emerso, non avrebbe mostrato particolari segni di pentimento.

Non avendo ancora compiuto 14 anni, il ragazzo non è imputabile. La magistratura minorile sta però valutando possibili misure di tutela e sostegno, compreso l’eventuale affidamento a una struttura specializzata.

Turano: “Serve una riflessione sull’uso dei social”

Sulla vicenda è intervenuto anche l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale della Sicilia, Mimmo Turano, che ha annunciato l’intenzione di incontrare il ragazzo e la sua famiglia una volta conclusi i primi accertamenti.

Turano ha sottolineato la necessità di una riflessione più ampia sul rapporto tra minori e piattaforme digitali, evidenziando come il tema coinvolga non soltanto la scuola, ma anche le famiglie e le istituzioni.

Mercoledì il consiglio straordinario di classe

Nel frattempo la scuola si prepara ad affrontare le conseguenze dell’accaduto. Secondo quanto riferito dall’ANSA, mercoledì è stato convocato un consiglio straordinario della classe frequentata dal ragazzo, mentre venerdì si riunirà il consiglio straordinario d’istituto.

Gli incontri serviranno a fare il punto sulla situazione e a valutare le iniziative da adottare sul piano educativo e organizzativo dopo un episodio che ha profondamente colpito l’intera comunità scolastica.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »