Società

Maturità con 100 e lode negata per “qualche errore” in greco. Il Tar boccia scelta del singolo professore: “Motivazione contraddittoria”. Cosa hanno detto i giudici

Una ragazza esce dalla maturità con 100 su 100. Tutti i professori, all’unanimità, le hanno assegnato il punteggio massimo in ogni prova.

La lode però non arriva. Un solo membro della commissione si dice contrario, segnalando “qualche errore morfologico e sintattico” nella seconda prova di greco. I genitori fanno ricorso al TAR della Campania. Due anni dopo, la quarta sezione dà loro ragione: la motivazione del rifiuto è contraddittoria e insufficiente. Per il giudice, la commissione dovrà riconsiderare la decisione.

La sentenza è stata depositata il 22 aprile scorso. La vicenda riguarda l’Esame di Stato dell’anno scolastico 2023/2024 in un Liceo Classico di Napoli. La studentessa, all’epoca minorenne, ha visto sfumare il riconoscimento più ambito nonostante un curriculum scolastico brillante. Il caso offre una lezione importante: anche la lode, se negata, va spiegata per bene.

Il caso

I ricorrenti sono i genitori della studentessa, che hanno agito in qualità di rappresentanti legali della figlia minore. Hanno presentato ricorso contro il Ministero dell’Istruzione e del Merito, l’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania, l’Ufficio Scolastico Provinciale di Napoli e il Liceo Classico Statale frequentato dalla ragazza.

L’oggetto del contendere è l’albo degli esiti finali pubblicato il 28 giugno 2024, dove la candidata risultava promossa con 100/100 ma senza la lode. I genitori hanno impugnato anche il verbale della commissione d’esame relativo all’attribuzione del voto finale e tutti gli atti connessi, comprese le schede di valutazione e il diploma.

Secondo il ricorso, la ragazza possedeva tutti i requisiti previsti dalla normativa per ottenere la lode. Aveva ottenuto il credito scolastico massimo con voto unanime del consiglio di classe. Aveva raggiunto il punteggio massimo in tutte le prove d’esame, scritte e orali. Inoltre rispettava i tre criteri aggiuntivi fissati dalla scuola: “piena padronanza degli strumenti del problem posing e solving”, “piena applicazione di conoscenze di abilità acquisite” e “piena padronanza lessicale e semantica […] con originalità”. I genitori hanno contestato in particolare il parere contrario di un solo commissario, definendolo “illogico e ingiusto”. Hanno anche chiesto al tribunale di acquisire i compiti di greco di altri candidati e di nominare un consulente tecnico per un confronto.

Il Tar ha respinto la richiesta di indagini istruttorie, ritenendo già sufficienti i documenti presentati. Dopo una prima ordinanza che dichiarava nulla la notifica del ricorso (obbligando i ricorrenti a rifarla correttamente), l’amministrazione si è costituita in giudizio chiedendo il rigetto. All’udienza pubblica, il tribunale ha deciso di accogliere il ricorso.

Le motivazioni del giudice

Il Tar Campania, Sezione IV, sentenza n. 02726/2026 del 22 aprile scorso, parte da un principio chiaro. La giurisprudenza riconosce che la commissione d’esame gode di un “elevato tasso di discrezionalità” nel decidere se attribuire la lode. Inoltre, di regola, la commissione deve motivare solo quando concede la lode, non quando la nega. Ma la stessa sezione del Tar Campania aveva già stabilito in precedenza (sentenza n. 4427/2019 e n. 1176/2024) che se lo studente possiede tutti i requisiti, “il mancato riconoscimento deve essere sorretto da adeguata e specifica motivazione”. Senza una spiegazione valida, il diritto dello studente a fare ricorso diventa inutile.

Applicando questo principio al caso concreto, il giudice osserva che la studentessa ha ottenuto il massimo dei voti in tutte le prove, all’unanimità. Le griglie di valutazione parlano chiaro. Nello scritto di italiano, i commissari hanno scritto: “ideazione, pianificazione ed organizzazione del testo risultano originali ed evidenziano un’elaborazione critica e personale” e “bagaglio lessicale ricco e ricercato”. Nella prova orale, la ragazza “è in grado di formulare ampie e articolate argomentazioni critiche e personali rielaborando con originalità i contenuti acquisiti”. Persino nella contestata prova di greco, dove la candidata ha preso 20/20, la griglia parla di “ricodificazione chiara e scorrevole” e di risposte “approfondite e critiche”.

A fronte di questi giudizi, la motivazione della mancata lode si riduce a poche righe nel verbale: il dissenso di un unico commissario, che richiama “qualche errore” nella seconda prova di greco, “sia morfologico sia sintattico, nonché imprecisioni lessicali”. Per il Tar, questa spiegazione è in “evidente contraddizione” con il voto massimo attribuito all’unanimità alla stessa prova. Se ci fossero stati errori rilevanti, il punteggio non sarebbe stato 20/20. La motivazione è inoltre “sfornita di adeguato supporto”: non si capisce quanti errori, né di che gravità. Dalla correzione dell’elaborato, depositata in giudizio, emergono “mere e non univoche sottolineature”, niente di più.

Il tribunale conclude che la valutazione complessiva della studentessa, trasversalmente eccellente, equivale “ad una sottintesa attribuzione della lode”. Accoglie quindi il ricorso, annulla gli atti impugnati e condanna l’amministrazione scolastica a pagare duemila euro per le spese legali, oltre accessori. L’effetto pratico per la ragazza, ormai maggiorenne, è che la commissione d’esame dovrà riconsiderare la decisione sulla lode. Per tutti gli altri studenti, la sentenza stabilisce una regola chiara: anche la mancata lode va spiegata, e non basta il “no” di un solo professore se tutti i voti sono perfetti.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »