Famiglie ucraine da Pineto a Roseto, M5S: “Umanità prevalga su organizzazione”
«Comprendiamo che la decisione della Prefettura rientri nella programmazione e nella gestione dell’accoglienza dei rifugiati ucraini sul territorio, ma riteniamo che in casi come questi sia necessario un supplemento di attenzione e sensibilità istituzionale. In questi mesi, alcune famiglie hanno costruito a Pineto un percorso concreto di inclusione sociale, scolastica e umana. I bambini hanno frequentato le scuole, instaurato relazioni, trovato punti di riferimento e, soprattutto, hanno potuto contare su servizi e supporti che il Comune di Pineto aveva predisposto proprio per accompagnare le loro fragilità e le loro disabilità». Lo affermano i consiglieri del Movimento 5 Stelle Francesco Taglieri ed Erika Alessandrini, insieme a Simona Astolfi, già coordinatrice del M5S in provincia di Teramo.
Per Francesco Taglieri, «lo spostamento improvviso, peraltro in una fase conclusiva dell’anno scolastico, rischia di interrompere percorsi delicati già avviati, creando ulteriori difficoltà a famiglie che vivono condizioni estremamente complesse».
«A ciò si aggiungono problemi pratici ed economici», aggiunge Simona Astolfi, «molte di queste persone non dispongono delle risorse necessarie per affrontare un trasloco e trasferire i propri effetti personali da Pineto a Roseto. Vi è inoltre un ulteriore elemento di forte criticità: alcune famiglie, dopo anni trascorsi negli appartamenti che le hanno accolte sin dal loro arrivo dall’Ucraina, verranno trasferite in camere d’albergo. Una situazione che rischia di rappresentare un arretramento significativo nelle condizioni di vita e nella stabilità quotidiana di persone che avevano faticosamente costruito una dimensione di normalità e autonomia».
«Parliamo di bambini che hanno già vissuto il trauma della guerra e dello sradicamento dal proprio Paese e che finalmente avevano trovato a Pineto una rete di supporto umano, scolastico e sociale», dichiara Erika Alessandrini, consigliera del Movimento 5 Stelle. «In presenza di disabilità e fragilità così evidenti, chiediamo che prevalga il buon senso e che si evitino decisioni che rischiano di compromettere percorsi di inclusione costruiti con fatica e sensibilità».
Per i rappresentanti del M5S, «occorre inoltre garantire continuità scolastica e assistenziale ai minori coinvolti, prevedendo adeguati servizi di trasporto e sostegno affinché possano continuare a frequentare le scuole e mantenere quella rete educativa e sociale che, in questi mesi, ha rappresentato per loro un elemento fondamentale di stabilità. Questa vicenda, allo stesso tempo, rafforza e rende evidente il grande lavoro svolto dal sindaco e dall’amministrazione comunale di Pineto sul fronte dell’accoglienza e dell’inclusione. In questi anni Pineto ha dimostrato concretamente come una comunità possa farsi carico delle fragilità con serietà, umanità e senso delle istituzioni, costruendo percorsi veri di integrazione e supporto, soprattutto nei confronti dei più vulnerabili».
«Pineto ha saputo rappresentare un modello di accoglienza autentica, fatta non solo di assistenza ma di inclusione reale», osserva Francesco Taglieri, capogruppo del M5S in Regione Abruzzo. «Per questo chiediamo che le istituzioni coinvolte valutino con la massima attenzione l’impatto umano di questi trasferimenti, soprattutto quando riguardano minori con disabilità e famiglie già profondamente segnate da anni difficili.
Proprio per questo facciamo appello affinché venga prestata la massima attenzione a queste situazioni, perché è soprattutto da casi come questi che si misura il grado di civiltà, umanità e capacità di accoglienza delle nostre comunità».
«Chiediamo quindi che tutte le istituzioni coinvolte — Prefettura, Comuni interessati e soggetti gestori — aprano immediatamente un confronto volto a individuare soluzioni capaci di contemperare le esigenze organizzative con la tutela delle situazioni più vulnerabili. Quando si parla di accoglienza, soprattutto in presenza di minori e disabilità, non si possono considerare solo gli aspetti logistici: servono umanità, gradualità e attenzione concreta alle persone», concludono Taglieri, Alessandrini e Astolfi.
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