Tentano la truffa del finto operatore Nexi, ma chiamano Luca Russo (il re delle indagini informatiche) e stavolta finiscono in trappola. «Ecco come potete difendervi». VIDEO
ANCONA – Pensavano di aver trovato l’ennesima vittima da terrorizzare con la classica storia del bonifico sospetto con migliaia di euro pronti a prendere il volo dal conto corrente per spese mai effettuate. Peccato che dall’altra parte del telefono ci fosse Luca Russo, conosciuto nelle Marche come uno dei massimi esperti informatici e collaboratore della Procura di Ancona e di diverse procure italiane. Il risultato? Una telefonata surreale, che si è trasformata in una trappola per gli stessi truffatori, filmata e pubblicata sui profili social del cyberdetective.
L’sms choc: «Tentato prelievo da quasi 5mila euro»
Tutto inizia con il solito schema ormai tristemente noto, spesso utilizzato per colpire soprattutto gli anziani. Arriva un sms che segnala un presunto prelievo o bonifico anomalo: quasi 5mila euro movimentati dal conto corrente. Poco dopo scatta la chiamata del falso operatore Nexi, che tenta di mettere pressione alla vittima parlando di conti compromessi, bonifici sospetti e accessi abusivi alle applicazioni bancarie. Ma questa volta il copione prende una piega imprevista, con la controtrappola organizzata da Luca Russo. «Mi chiamo Paride Mazzarini», racconta l’informatico, fingendosi un uomo anziano poco pratico di tecnologia.
«Mi aiuta mio nipote perché non sono molto pratico», dice durante la telefonata, lasciando credere al truffatore di aver trovato una vittima facile. Il falso operatore prosegue allora con il manuale perfetto della truffa telefonica: «Hanno fatto pagamenti e bonifici, le hanno carpito i dati dalle applicazioni.
Ora dobbiamo annullare insieme queste operazioni». Poi le richieste sempre più invasive: l’istituto bancario utilizzato, eventuali altri conti aperti, saldo disponibile e naturalmente nome, cognome e codice fiscale.
Il tentativo di entrare nel conto
Quando il “signor Mazzarini” risponde di avere oltre 72mila euro sul conto, il truffatore insiste ancora di più cercando di conquistare fiducia e controllo della situazione. A quel punto il falso operatore prova il passo decisivo: guidare la vittima direttamente nelle operazioni bancarie proponendo persino una videochiamata WhatsApp con condivisione dello schermo.
È questa infatti una delle tecniche più utilizzate dai cybercriminali: convincere la persona a mostrare il display del telefono per ottenere accessi, codici e autorizzazioni ai movimenti bancari.
La frase che gela il truffatore
Ma mentre il sedicente operatore continua a recitare la sua parte, pronto a spennare l’ennesima vittima, arriva la risposta che cambia completamente la scena. «In attesa della videochiamata volevo comunicarle che lavoro con e procederò con la denuncia, così la smettete di fare truffe alle persone». Ovviamente il falso operatore chiude immediatamente la telefonata, consapevole che stavolta ne pagerà le conseguenze.
«E’ importante divulgare questi video – spiega Luca Russo – perché le truffe di questo genere si stanno moltiplicando a vista d’occhio. Si sono rivolte a me persone che hanno perso i risparmi di una vita, anziani disperati che non rivedranno più i loro soldi dal momento che questi truffatori fanno in modo che le operazioni partano direttamente dalle vittime».
L’esperto informatico spiega infatti che una delle tecniche più utilizzate è quella della videochiamata con condivisione dello schermo, attraverso la quale riescono ad accedere a tutti i i codici e le password della persona presa di mira. «Ma riescono ad entrare anche con una applicazione che si chiama AnyDesk, con cui fanno bonifici istantanei che non possono essere revocati. In pochi secondi la vittima perde tutto». Come difendersi? «Non dare mai password o codici per telefono, se avete qualche dubbio andate direttamente in banca».
Il nuovo podcast ed i profili social per difendersi
Luca Russo spiega come difendersi dalle truffe ( e non solo) anche attraverso i profili tik tok “Indagini Informatiche Forensi” e “digitalcrime.mind”. «Ma a breve arriverà anche Digitalmind.crime un podcast che racconterà le indagini informatiche nell’era delle prove digitali. Il progetto – spiega Luca Russo – nasce dalla mia collaborazione con il regista Marco Salom, artista e creativo con una lunga esperienza nel mondo audiovisivo. Nel corso della sua carriera ha diretto e prodotto artisti come Ligabue, Elisa, Skin e Club Dogo, maturando inoltre un’esperienza professionale anche all’interno della Polizia di Stato. La sua visione cinematografica darà al podcast uno stile narrativo molto particolare. Completa il team Matteo Cataldo, un editor eccezionale, già parte del gruppo di lavoro di Elisa True Crime. L’obiettivo è raccontare al pubblico come funzionano oggi le cyber indagini e quanto siano centrali le prove digitali nei casi contemporanei».




