Vaccino Covid, finte esenzioni per medici e infermieri. A Pesaro rischiano il processo 11 sanitari

PESARO Esenzioni per il vaccino Covid, medici e infermieri accusati di falso. Bisogna tornare indietro di quella che sembra ormai un’era geologica lontana: quella del Coronovirus. Ieri davanti al giudice monocratico l’udienza filtro per 11 sanitari che, secondo la tesi dell’accusa, si avvalevano di certificati con cui accertavano condizioni di salute tali da evitare la vaccinazione Covid-19.
Tra gli indagati ci sono 3 medici di base, infermieri e altri sanitari. Era il 2021 e per il personale medico era obbligatorio essere vaccinati per esercitare la professione. L’accusa contestata è quella di falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità. Secondo la tesi della procura i medici di base nell’esercizio della loro professione, avrebbero attestato falsamente, con la redazione di certificati medici, condizioni ostative alla somministrazione delle dosi del vaccino anticovid.
Vaccino obbligatorio perché i vari pazienti esercitavano tutti professioni sanitarie, dunque avrebbero dovuto essere vaccinati. I pazienti in questione si sarebbero trasferiti appositamente dai due medici di base proprio per ottenere il differimento del vaccino. Per la tesi dell’accusa le condizioni di salute che avrebbero impedito la vaccinazione non erano documentate e “inesistenti” in considerazione del fatto che i loro precedenti medici di base non erano a conoscenza di queste patologie.
L’esposto del gennaio 2022
I fatti risalgono al giugno del 2021 ma tutto è scoppiato tramite un esposto presentato a gennaio 2022. Le aziende sanitarie dove lavoravano i professionisti avevano chiesto conto del perché non si erano vaccinati ed è scoppiato il tappo. Gli altri indagati sono accusati di aver prodotto il falso certificato che attestava le patologie tali da chiedere il rinvio del vaccino. All’epoca dei fatti dei 2450 medici iscritti all’albo della provincia di Pesaro e Urbino, l’ordine professionale ne aveva segnalati 6 per certificazioni sospette, tra cui quelli in questione. E dei medici non vaccinati 25 erano stati sospesi. L’avvocato Isabella Giampaoli ha chiesto il non luogo a procedere anche sulla base di una sentenza di assoluzione già emessa dal tribunale di Pesaro per un caso speculare.
Pronta a dare battaglia anche Pia Perricci: «Non si può parlare di falso perché ci sono stati 12 differimenti su 1600 pazienti, basati su certificazioni di specialisti come richiesto dal Consiglio di Stato». Il giudice ha fissato una nuova udienza a luglio, momento in cui deciderà se rinviare gli 11 indagati a giudizio o dichiarare il non luogo a procedere.




