Taglio delle guardie mediche, venti Comuni molisani ricorrono al Tar | isNews
L’udienza per discutere la sospensiva del decreto commissariale è stata fissata per il 10 giugno. I sindaci denunciano il rischio di gravi vuoti assistenziali nelle aree interne
CAMPOBASSO. Sono venti i comuni molisani, attualmente sede del servizio di continuità assistenziale, che hanno intrapreso un’azione legale congiunta dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale per il Molise. I ricorsi, affidati agli avvocati Salvatore Di Pardo e Katia Palladino, richiedono l’annullamento del Decreto del Commissario ad Acta n. 45 del 13 marzo 2026, concernente la riorganizzazione del servizio di ex guardia medica. L’iniziativa muove dalla volontà di tutelare il diritto alla salute e preservare i presidi sanitari territoriali, considerati essenziali per le comunità locali, in particolare per quelle delle aree interne che si ritengono penalizzate da scelte amministrative ed economiche non calibrate sul contesto locale. I sindaci firmatari appartengono ai comuni di Baranello, Bonefro, Cantalupo del Sannio, Carovilli, Casacalenda, Cercemaggiore, Cerro al Volturno, Civitanova del Sannio, Gambatesa, Guglionesi, Lucito, Macchia D’Isernia, Montagano, Palata, Rocchetta a Volturno, San Martino in Pensilis, Sant’Angelo Limosano, Sessano del Molise, Torella del Sannio e Toro.
L’azione legale contesta il provvedimento che ridisegna la mappa dell’assistenza e ne richiede, oltre all’annullamento, la sospensione cautelare urgente. L’attuazione del piano è prevista a partire dal 30 giugno 2026 e, secondo i ricorrenti, rischia di causare un danno grave e irreparabile alla salute dei cittadini e alla tenuta sociale. Nei ricorsi si evidenzia come l’atto sia viziato da profili di illegittimità, determinando una drastica riduzione dei presidi che passeranno da 44 sedi diffuse a soli 16 presidi, di cui 13 concentrati nelle ‘Case di Comunità’ (Hub/Spoke) e 3 esterni con orario ridotto. Questa centralizzazione, secondo i comuni, allontana le cure dalla popolazione in una regione caratterizzata dal 12,9% di residenti over 75 e da una geografia complessa, con 123 comuni su 136 situati in zona montana. Si tratterebbe, di fatto, di un meccanismo di chiusura che svuota e rende insostenibili le strutture non incluse nel nuovo modello.
I sindaci ravvisano inoltre una carenza di istruttoria e irragionevolezza, ritenendo che il piano non consideri le peculiarità demografiche, orografiche e infrastrutturali del Molise, violando i principi costituzionali di tutela della salute (art. 32), uguaglianza (art. 3) e buon andamento della pubblica amministrazione (art. 97). Viene denunciata anche la violazione della normativa nazionale del Decreto Ministeriale 77/2022 e degli accordi collettivi e regionali basati sulla prossimità delle cure. L’azione legale mira a contrastare una riorganizzazione che, anche a fronte della carenza di collegamenti del trasporto pubblico con le nuove sedi, potrebbe incrementare gli accessi impropri al Pronto Soccorso e le richieste inappropriate di ambulanze, accelerando lo spopolamento dei piccoli centri. L’udienza di sospensione è stata fissata per mercoledì 10 giugno 2026, mentre gli amministratori stanno già concordando un ulteriore ricorso avverso il Programma Operativo Sanitario 2026-2028.
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