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Choc in Francia: trovata morta Lyhanna, 11 anni. Fermato il padre di un’amica già segnalato per pedofilia

Sgomento e incredulità scuotono la Francia per un evento tragico che si sarebbe potuto evitare: dopo la segnalazione della scomparsa lo scorso 29 maggio, le autorità francesi hanno confermato il ritrovamento del corpo senza vita di Lyhanna Rameau Bernard, una bambina di soli 11 anni di cui non si avevano più notizie dopo l’uscita da scuola nella località di Fleurance, città non lontano da Tolosa.

I sospetti più che fondati

Il cadavere della piccola, come riportano i media francesi, è stato trovato nascosto in una fattoria abbandonata a 15 chilometri da casa sua: anche se l’autopsia è in corso in queste ore per il riconoscimento, i vestiti corrispondono esattamente a quelli che indossava il giorno in cui è svanita. L’indignazione sociale è esplosa del tutto quando è stato rivelato il nome del principale sospettato: Jérome Barella, uomo di 41 anni e padre di due bambine che frequentavano la stessa scuola di Lyhanna. Sembrerebbe che una di loro due fosse anche la migliore amica della piccola scomparsa. Il sospettato adesso si trova in custodia cautelare. Venerdì scorso l’uomo l’avrebbe prelevata con la sua auto ai margini del centro educativo e quella è stata l’ultima volta che è stata vista viva.

Le denunce rimaste vane

Sfruttando questa conoscenza, l’uomo si sarebbe guadagnato nel corso del tempo la fiducia di Lyhanna invitandola a un pigiama party a casa sua, dove, secondo quanto raccontato dalla madre della vittima alla stampa, l’uomo le preparava piatti speciali e le faceva “il solletico”. Barella sarebbe un pedofilo già noto alla polizia francese dal 2017 visto che su di lui pendono numerose segnalazioni e inchieste per violenza sessuale su minori. Il passato di Barella è più che oscuro visto anche il licenziamento da un Istituto scolastico per comportamenti inappropriati con un’alunna mentre nel 2025 è stato denunciato per la violenza su una bambina di 10 anni.

La negligenza del sistema giudiziario francese, però, ha lasciato quelle pratiche in un cassetto consentendo all’aggressore di rimanere libero e di continuare a insidiare altri minori. Sembra incredibile ma la madre della bambina di 10 anni aveva presentato una denuncia esattamente un anno fa, giugno 2025, sentendosi rispondere dalla polizia francese che “li stavo infastidendo. Se non avessi smesso di chiamare, avrebbero denunciato me per molestie”, ha raccontato.

Le parole di Macron

Alla tv francese Bfm, il presidente Emmanuel Macron ha dichiarato che “le cose non sono andate come avrebbero dovuto andare” per Lyhanna. “Non possiamo accettare quello che è successo, non possiamo guardare le nostre famiglie e dire loro che tutto è andato bene, è falso, come voi sono sconvolto da quello che è successo”, ha confidato il capo dello Stato. In questo senso ha sottolineato che c’è “una disfunzione. Sono emerse delle falle, che devono essere chiarite, e le responsabilità devono essere chiarite”, ha dichiarato il capo dello Stato dal Montenegro, dove si trova attualmente in viaggio.

“Circolare penale non applicata”

La circolare penale che dà priorità alle vittime minorenni “non è stata applicata dal procuratore di Auch” nella gestione delle denunce contro Jerome B., il sospettato nell’indagine sulla morte di Lyhanna”, ha riferito a Bfmtv una fonte vicina al caso.

“È necessario proseguire la mobilitazione in merito agli atti commessi contro i minori: la violenza fisica o sessuale deve essere oggetto di particolare vigilanza e di trattamento prioritario”, si legge nella circolare penale firmata dal Custode dei Sigilli Gérald Darmanin e diffusa lo scorso gennaio.

Sébastien Lecornu, Primo ministro francese, si è detto “choccato” dalle irregolarità giudiziarie segnalate in relazione al rapimento di Lyhann e vuole sapere “se tutti i segnali d’allarme siano stati presi in

considerazione”. Lecornu vuole andare a fondo alla vicenda per capire “se tutti i segnali di allarme siano stati presi in tempo, se tutte le procedure abbiano funzionato come avrebbero dovuto e se le priorità fossero corrette”.


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