Taglio del nastro per la Casa di comunità di San Giovanni Valdarno
Molti servizi già attivi, spostati dalla sede del distretto. Giani: “Con queste strutture potenziamo la nostra risposta ai bisogni di salute dei cittadini, con una sanità di prossimità”
Scritto da Walter Fortini, sabato 23 maggio 2026 alle 12:30
È stata inaugurata la nuova Casa di comunità di San Giovanni Valdarno, in provincia di Arezzo, settecento metri quadri su due piani: una delle case di comunità baricentriche che rimarranno aperte sette giorni su sette e ventiquattro ore al giorno, architrave della nuova assistenza territoriale. Presidi di riferimento dove recarsi per parlare con il proprio medico di famiglia (o con qualcuno che lo sostituisce), per piccole medicazioni e trattamenti che può fare l’infermiere di comunità, per visite specialistiche o consulti da remoto grazie alla tecnologia della telemedicina, prelievi del sangue, diagnostica di base ma anche per sbrigare adempimenti burocratici ed altri bisogni socio-sanitari. Dalle casa di comunità, si spiega, i cittadini non usciranno con una ricetta in mano ma con una “risposta organizzata”. Ridurrà anche gli accessi al pronto soccorso.
“Con le case di comunità – evidenzia il presidente della Toscana Eugenio Giani, presente al taglio del nastro – potenziamo i servizi sul territorio: garantiamo una sanità di prossimità che offra risposte ai bisogni di salute delle persone più vicino a dove uno vive, ovunque viva. I primi a trarne vantaggio saranno anziani e malati cronici”. “La Toscana – prosegue Giani – non partiva da zero: le nostre case della salute sono state l’esempio su cui è stato costruito il modello nazionale. Ora con le case di comunità facciamo un ulteriore passo in avanti”.
Grazie ai fondi Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza, ne saranno aperte almeno settanta in tutta la regione. Anche la struttura di San Giovanni Valdarno rientra tra queste – il fabbricato, di nuova costruzione, sorge su un terreno concesso in comodato dal Comune – e vi sono stati investiti oltre un milione e 704 mila euro. Altre 89 case di comunità saranno attivate contando esclusivamente su altre fonti di finanziamento.
Già dal 20 maggio all’interno della Casa di comunità di San Giovanni Valdarno sono attivi i servizi di Cup (il centro di prenotazione di esami e visite), Centro prelievi, ambulatorio infermieristico, ambulatori dei medici di medicina generale ed ex continuità assistenziale (la guardia medica), sanità di iniziativa, infermiere di famiglia e comunità, assistenza domiciliare di base e Punto unico di accesso (Pua), che si sono spostati dalla sede del Distretto di via III Novembre 18 alla nuova struttura che sorge in via villini Ilva 19. Poco meno di un chilometro e mezzo la distanza.
Dalla settimana prossima, gradualmente, la casa di comunità ospiterà anche alcuni ambulatori specialistici di cardiologia, pneumologia, neurologia, diabetologia e geriatria, con prestazioni erogate da professionisti dell’ospedale di Santa Maria alla Gruccia di Montevarchi o da specialisti del territorio e garantite anche attraverso gli strumenti di telemedicina (televisita e teleconsulto).
Nella sede del distretto rimarranno i servizi di salute mentale adulti (Sma), Salute mentale infanzia e adolescenza (Smia), assistenza sociale e alcune attività specialistiche, come l’oculistica e la pediatria di libera scelta. L’ospedale della Gruccia dista meno di cinque chilometri.
Con Giani all’inaugurazione era presente il direttore generale dell’Asl Toscana Sud Est Marco Torre, che sottolinea il lavoro in rete svolto dalla struttura, la direttrice della zona distretto Elena Rebora e la sindaca di San Giovanni Valdarno Valentina Vadi.
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