Lazio

«Subito tutele nei cantieri e nelle aule»

Un enorme termometro di cartone con il mercurio simbolicamente impazzito oltre i livelli di guardia, srotolato davanti a uno dei monumenti più iconici del mondo per denunciare un’emergenza non più rinviabile.

È la scenografia scelta nella mattinata di lunedì 13 luglio dalla Cgil di Roma e del Lazio, insieme ai ragazzi della Rete degli Studenti Medi e dell’Unione degli Universitari (Udu), per dare vita a un flashmob di protesta davanti al Colosseo.

Sotto la lente dei manifestanti, i cartelli che legavano il dramma dei cambiamenti climatici alle condizioni, spesso proibitive, in cui si trovano a operare braccianti, operai edili e rider.

La mobilitazione di Piazza del Colosseo arriva sulla scia di una prima parziale vittoria sindacale: l’introduzione, da parte della Regione Lazio, dell’ordinanza che vieta il lavoro nei cantieri e nei campi durante le ore centrali e più calde della giornata.

Per la Cgil, però, lo stop orario è solo il primo passo di una battaglia molto più ampia per la sicurezza sul lavoro, che l’afa asfissiante di questa estate sta trasformando in una vera e propria crisi sociale a danno di lavoratori, anziani e studenti.

L’appello al Campidoglio: «Il Comune faccia la sua parte»

A spiegare le ragioni della protesta è il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio, Natale Di Cola:

«Chi lavora nei servizi all’aperto è in prima linea in questa emergenza. Non basta avere un’ordinanza regionale: bisogna vigilare affinché venga rispettata e applicata nei cantieri e nei campi della provincia. Chiediamo che il Comune di Roma integri immediatamente il proprio “Piano Caldo” con tutele specifiche».

La richiesta del sindacato al sindaco e alla giunta è netta: estendere le protezioni contrattuali ai lavoratori impiegati nelle ditte in appalto per conto dell’amministrazione, introducendo misure di salvaguardia straordinarie anche per i dipendenti comunali, per i lavoratori delle aziende partecipate (come Ama e Atac) e per chi opera nei grandi cantieri delle opere pubbliche cittadine.

Università e scuole roventi: l’asse tra lavoratori e studenti

La protesta ha visto scendere in piazza anche la componente studentesca, che ha voluto denunciare le condizioni di vivibilità all’interno di aule scolastiche e facoltà universitarie.

Una situazione definita “insostenibile” in concomitanza con le scadenze cruciali della maturità e della sessione estiva degli esami d’ateneo, dove l’assenza di impianti di climatizzazione adeguati sta mettendo a dura prova la tenuta di ragazzi e commissioni d’esame.

«Le battaglie di chi lavora sono le stesse di chi studia», hanno dichiarato in una nota congiunta Simone Montori, coordinatore della Rete degli Studenti Medi del Lazio, e Leonardo Soffientini per l’Udu Roma. «La politica e il governo non possono più permettersi il lusso di ignorare gli effetti dei disastri climatici. Serve un piano strutturale per adeguare gli edifici scolastici alle nuove temperature. Bisogna prenderne atto ora, per tutelare la salute della popolazione».

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