stop all’acqua potabile per piscine, lavaggi e giardini fino al 30 settembre

PESARO – Dall’altro ieri, il pesarese è ufficialmente in emergenza idrica. Per garantire la continuità del servizio potabile, il sistema provinciale ha attivato i pozzi strategici di Burano e Sant’Anna, mentre i Comuni – su richiesta della Regione Marche – iniziano ad adottare le ordinanze comunali per limitare l’uso dell’acqua.
Le limitazioni
Pesaro ha fatto da apripista: l’ordinanza è già operativa e resterà in vigore fino al 30 settembre. Il quadro emerso nelle ultime ore è quello di una pressione crescente su tutta la rete idrica provinciale, in un contesto segnato da precipitazioni insufficienti, temperature elevate e da una domanda che, nel pieno dell’estate, continua ad aumentare. A complicare ulteriormente lo scenario concorrono due fattori straordinari: da un lato lo svuotamento dell’invaso di Tavernelle, necessario per consentire i lavori di manutenzione sulla diga; dall’altro la forte proliferazione di alghe nell’invaso di San Lazzaro, fenomeno che rende più complessa la potabilizzazione e richiede maggiori quantità d’acqua per il lavaggio dei filtri. È in questo contesto che si inserisce la decisione di attivare i pozzi strategici di Sant’Anna e Burano. La loro funzione è duplice: integrare le portate dei corsi d’acqua e contribuire all’alimentazione degli invasi; immettere acqua più fredda per contrastare, almeno in parte, le condizioni che favoriscono la presenza delle alghe. Si tratta di una misura emergenziale, resa ancora più urgente dal fatto che le previsioni meteo a medio termine non indicano un’inversione significativa del quadro climatico. La decisione è stata presa dal tavolo interistituzionale di Protezione civile, di Aato 1 Marche Nord, dei gestori del servizio idrico, degli uffici regionali e di Enel. L’obiettivo è tenere sotto controllo un sistema che mostra note fragilità strutturali. Circa l’80% dell’approvvigionamento dipende da risorse superficiali e solo il 20% da acque di profondità: una configurazione che rende il territorio particolarmente vulnerabile nei periodi di scarsa piovosità e durante le ondate di calore. I numeri confermano la tensione. Nel primo semestre del 2026 Marche Multiservizi ha quasi raddoppiato il ricorso alle autobotti per rifornire soprattutto i comuni dell’entroterra serviti da piccole sorgenti: oltre 10.240 metri cubi di acqua trasportata e più di 700 viaggi effettuati, contro i circa 400 dello stesso periodo dell’anno precedente. Un segnale concreto di come la crisi investa l’intera tenuta del sistema provinciale.
La crisi
Da qui l’ordinanza firmata dal Comune di Pesaro, valida dal 30 luglio al 30 settembre, ma che sarà quella adottata da tutti gli altri Comuni. Limita l’uso dell’acqua potabile per attività non essenziali: irrigazione di orti, giardini e prati salvo fasce orarie e giorni stabiliti, lavaggio di cortili e piazzali, lavaggio privato di veicoli, riempimento di fontane, vasche, laghetti e piscine private, esclusi i casi legati ad attività economiche, turistiche o sportive. Il principio è preservare la risorsa per gli usi prioritari, a partire dal consumo umano, preparazione dei cibi e igiene personale.




