Marche

la cantina sociale ha la sua guida

CASTIGNANO – Non era in gioco un presidente ma la tenuta, il ruolo economico e sociale della cooperativa. Per questo mercoledì sera, la riunione tecnica delle Cantine di Castignano sulla prossima vendemmia si è trasformata in novanta minuti di responsabilità collettiva con al saldo – supportato da una lunga ovazione dei soci – il ritiro delle dimissioni di Omar Traini, alla guida della cantina da 26 anni. Perché a Castignano la cantina sociale non è solo un’impresa ma reddito, presidio territoriale, identità comunitaria. Motivo per cui la diffusione di messaggi tratti da una chat interna finiti alla ribalta nazionale sul social LinkedIn, è stata vissuta come un colpo inferto alla comunità.

Il post

In quel post — che non citava la cantina castignanese ma pubblicava gli screenshot della conversazione — si contestava il sistema degli acconti per la vendemmia 2025 e la non definizione del prezzo al saldo; Traini era presentato come un “dittatore” che voleva escludere i soci in disaccordo; e si inseriva la cantina nel contesto della vendita all’asta di Terre Cortesi-Moncaro, ex gigante della cooperazione vitivinicola marchigiana. Un’accusa pesante in una fase in cui il settore resta esposto a instabilità con riflessi immediati su relazioni commerciali, quotazioni e affidabilità percepita. Da qui la scelta di Traini di rimettere il mandato per una questione di responsabilità istituzionale e correttezza interna. Ma l’assemblea ha rovesciato il quadro. Davanti a numerosi soci, quasi i due terzi dei 250 aderenti, ha preso corpo la convinzione che colpire Traini significava colpire la cantina. Non un incidente comunicativo, ma un atto grave capace di infliggere un danno reputazionale deliberato mentre la cooperativa si misura con un mercato difficile e una campagna vendemmiale delicata. A rendere tutto ancora più amaro il fatto che chi aveva diffuso quei contenuti abbia scelto di mantenere l’anonimato. E quel silenzio, nella sala, ha pesato molto più di qualsiasi intervento.

Le reazioni

Traini, orgoglioso del supporto, ha tuttavia manifestato la sua amarezza: «È stata una pugnalata – ha dichiarato -. Oggi, la faccia io la metto, ma non posso combattere contro i fantasmi». Durante la serata è stato ribadito il sano profilo economico-gestionale della cooperativa: bilanci in equilibrio, remunerazione adeguata delle uve, l’attività multifunzionale, inclusi i servizi e contratti di filiera rilevanti, tra cui quello con De Cecco sul grano duro. Sul versante enoico, tutto il supporto operativo degli enologi Andrea Gasparoni e David Traini per aiutare i viticoltori a garantire qualità e tenuta del prodotto in una stagione che si preannuncia complessa. Il sindaco Fabio Polini ha ricordato il peso della cantina nell’economia locale: «Alimentare dubbi sulla sua solidità – ha avvertito – significa esporre un intero territorio a gravi ricadute economiche e reputazionali e può esporre l’azienda a rischi inutili».




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