Cultura

Steve Gunn – Live @ Arci Il Progresso (Firenze, 17/04/2026)

Aires Almeida from Portimão, Portugal, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

E’ una serata speciale quella organizzata dall’Associazione Culturale La Chute, che da alcuni anni si fa carico della programmazione presso il Circolo Arci il Progresso a Firenze: una piccola quanto forte e coraggiosa fiammella di speranza in una città in cui la musica dal vivo (almeno non quella a gittata superpopular ed ultra mainstream) sta – nemmeno così lentamente – morendo.

Lo fa portando sul piccolo palco, davanti ad un centinaio di persone, Steve Gunn, il cantautore americano già in italia per altre tappe a loro volta intime (tra cui quella all’Arci Bellezza di Milano di mercoledì sera) .

Il cantautore, fidata acustica in braccio e pedaliera carica di effettistica a supporto, sciorina una performance calda, intensa, per un pubblico che a sua volta rimane sognante immerso nelle sue orbite lisergiche , ma dai tratti sempre profondamenti umani.

L’attacco è demandata, come spesso accade ultimamente, ad “On the Way”, e minuto dopo minuto l’aria si fa sempre più trascinante e coinvolgente, melliflua e vagamente ipnotica.

Tra tutti i brani della setlist, un plauso particolare per i vortici reediani di “Old Strange”, per la toccante “Stonehurst Cowboy” (dedicata al padre scomparso) ed ad “Another Fade”, profonda quanto delicata.

Il sipario invece lo fa figuratamente calare “Morning is Mended”, nebulosa ed allo stesso tempo toccante.

Una bellissima serata da ricordare, la prima di Gunn a Firenze nella sua carriera, speriamo non l’ultima.

Ancora un plauso a La Chute, che riesce ancora – seppure mala tempora currunt – a deliziarci con questi gioielli.


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