Star Clipper nel porto, Coalizione Civica: “Barletta come un paesello di provincia”
Un evento “presentato come storico, quasi una svolta epocale per il turismo cittadino. Per accogliere poche decine di visitatori si è mobilitata un’intera macchina organizzativa, si sono sostenute spese pubbliche, si è chiusa via Cialdini e si è costruita una scenografia istituzionale con banda e comitato di accoglienza degna delle grandi occasioni”, denunciano i consiglieri comunali di Coalizione Civica Michela Diviccaro e Carmine Doronzo.
“Quando pensavamo di aver visto tutto, ecco arrivare l’ultima trovata del centrodestra barlettano: la città turistica “fai da te”. Corre l’anno 2026 ma sembra di essere ripiombati nelle scene di un vecchio spot pubblicitario di una nota compagnia di organizzazione di viaggi, con la differenza che a rendere tutto imbarazzante e improvvisato è la goffa impreparazione di chi amministra la città. Arriva una crociera turistica “di lusso” – che non può nemmeno attraccare nel porto, tanto da doversi fermare a largo e far sbarcare i passeggeri su delle piccole scialuppe – e l’amministrazione si affretta a cambiare veste a Barletta. Ma l’abito “buono” non è quello dei servizi pubblici efficienti, delle strade curate, dei parchi accessibili, del verde pubblico mantenuto e della città pulita. L’abito che il centrodestra ha cucito addosso alla città per l’occasione è quello di un provincialismo tanto imbarazzante quanto grottesco.
Un evento per pochissimi privilegiati che andranno a Palazzo Della Marra: una vetrina per pochi privilegiati, mentre tutti i problemi della città e delle persone che la vivono vengono transennati in cambio dell’ennesimo giorno di fumo negli occhi. Con una determina del 5 giugno 2026, su indirizzo del sindaco, sono stati inoltre messi a disposizione dei turisti “di lusso” due bus pagati con risorse pubbliche. Pensavamo che chi sceglie crociere di lusso dovesse portare ricchezza sul territorio, non usufruire di ulteriori servizi finanziati dai cittadini barlettani. Evidentemente ci sbagliavamo.
Eppure una domanda resta inevitabile: al di là delle foto di rito e dei comunicati entusiastici, quale beneficio concreto ha portato tutto questo alla città? Quanti commercianti hanno registrato un aumento degli incassi? Quanti passeggeri hanno effettivamente visitato il centro storico? Quanto ha guadagnato Barletta da questa operazione? Ben poco, perché i circa 150 passeggeri della Star Clipper sono ripartiti dopo poche ore verso la tappa successiva e, una volta salpata la nave, restano soltanto le fotografie dell’accoglienza e l’ennesimo comunicato autocelebrativo. A colpire è soprattutto una visione offensiva e antiquata delle città del Sud, considerate così povere da dover applaudire i moderni Onassis di turno. Una visione di sottomissione del mezzogiorno portata avanti con fierezza dal centrodestra barlettano, che si prostra davanti a poche persone e si stupisce se la maggioranza dei cittadini non condividono lo stesso entusiasmo.
Mentre si organizza l’accoglienza straordinaria per i turisti “di lusso”, non ricordiamo analoghe attenzioni per i visitatori che scelgono di fermarsi più giorni in città, così come per gli operatori turistici del territorio o per i tanti cittadini che ogni giorno vivono il lungomare e il centro storico. Non ricordiamo interventi concreti per superare il vergognoso isolamento di Canne della Battaglia. Così come non possiamo ignorare che, a stagione balneare iniziata, le persone con disabilità motoria non possano ancora fruire pienamente delle spiagge libere, che gran parte dei cancelli dei giardini del Castello siano ancora chiusi e che la questione della competenza e della fruizione del Molo di Levante resti del tutto irrisolta. Chi amministra dovrebbe preoccuparsi prima di tutto dei 90 mila cittadini che vivono Barletta ogni giorno e che chiedono servizi efficienti, strade sicure, spazi pubblici decorosi e una programmazione seria dello sviluppo turistico.
Perché il turismo non si costruisce con una banda musicale, una strada chiusa o un’accoglienza da cartolina destinata a durare poche ore. Si costruisce con infrastrutture, programmazione, accessibilità, valorizzazione del patrimonio e promozione costante. Coalizione Civica ha una visione di Barletta che non la relega a mera vetrina ma che la renda un luogo capace di innovare e di accogliere, una casa per tutte e tutti coloro che la amano e la vivono ogni giorno, compresi quelli che la vogliono visitare con rispetto ed interesse. Una città che metta al centro i bisogni delle persone, gli eventi culturali ed artistici, il divertimento sano e che garantisca servizi essenziali, perché al fumo negli occhi ci pensano già le troppe ciminiere presenti in città”.
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