«Squadra equilibrata e tecnico competente. Picchio, ce la faremo»
ASCOLI La strada che porta alla Serie B si colora di tinte forti, tra la tensione per il verdetto del campo e l’amarezza per le decisioni delle autorità. Domani, alle ore 21.15, lo stadio Rigamonti della città lombarda ospiterà la finale di andata tra Brescia e Ascoli, ma il settore ospiti resterà deserto. Il Gruppo operativo sicurezza (Gos), ha vietato la trasferta ai residenti nelle Marche e in Abruzzo. Il tifo organizzato resta a casa, ma la fiducia è alle stelle. Nonostante l’impossibilità di essere presenti fisicamente, il popolo bianconero si stringe attorno ai suoi ragazzi.
L’emozione
Beatrice Angelini racchiude l’emozione di un’intera città: «È stato un percorso difficile, fatto di sacrifici e trasferte pesanti. Proprio nei momenti difficili questo Ascoli mi ha fatto innamorare ancora di più, è una squadra vera, che lotta e porta la maglia con orgoglio. Questa non è solo una finale, è tutto quello che ci portiamo dentro per questi colori. Certe partite non si giocano soltanto, si sentono nel cuore». C’è chi, come Paolo Angeletti, guarda ai valori in campo con ottimismo, da Macerata per seguire il Picchio. «Vedo l’Ascoli – commenta – leggermente favorito. Perdere la promozione diretta per un solo gol brucia ancora, ma la squadra ha un ottimo attacco e il Brescia subisce sempre gol. Confido nell’esperienza del mister e nella storia dell’Ascoli. Da tifoso, spero che vinca il migliore cioè l’Ascoli».
Gli elogi
Sulla stessa linea Vincenzo Gabrielli, che loda il lavoro dello staff tecnico nonostante il rammarico per la trasferta vietata: «L’Ascoli ha una rosa ben strutturata e organizzata.
Il mister e i ragazzi hanno fatto un lavoro eccellente. Personalmente avrei preferito affrontare Catania o Salernitana, perché il Brescia è forte e competitiva, ma sono fiducioso. Se al Rigamonti saremo assenti, in casa al ritorno sarà una bolgia infernale, saremo la spinta in più. Voglio comunque ringraziare il mister e la squadra per aver ridato gioia alla città e aver portato il giusto spirito sportivo. Sono stati tutti magnifici».
Una sfida sui 180 minuti. La consapevolezza che la battaglia sarà lunga è ben chiara nelle parole di Gianluca Sospetti: «La sfida di Brescia è un test per i nervi e di maturità. Loro avranno il fattore campo, ma l’Ascoli ha costruito questo percorso su equilibrio e compattezza, sapendo soffrire senza perdere identità. È una finale che difficilmente si deciderà all’andata, serviranno 180 minuti veri. La vedo 50 e 50: il Brescia ha il vantaggio ambientale all’andata, ma noi sappiamo reggere la pressione e non andiamo mai fuori partita. Abbiamo fiducia nei nostri giocatori e nel gruppo». Martedì sera l’Ascoli giocherà nel silenzio del settore ospiti, ma con il boato di un’intera città che spingerà da lontano. Il sogno Serie B è a un passo, e il Picchio è pronto. Se i tifosi non possono andare a Brescia, sarà Brescia a entrare simbolicamente al Del Duca. In risposta al divieto di trasferta che ha lasciato l’amaro in bocca a migliaia di sostenitori, l’Arengo, in sinergia con l’Ascoli Calcio, installerà un maxi schermo all’interno dello stadio Del Duca.




