Sottopasso di Brin, test di allagamento superato: rimosse 500 tonnellate di detriti. Al termine i lavori sul rio Zella
Genova. La fine di un incubo lungo decenni per la viabilità di Certosa e dell’intera val Polcevera potrebbe davvero essere vicina. Nella serata di ieri, infatti, il sottopasso di Brin ha superato con successo il test di allagamento predisposto per verificare l’efficacia dei complessi lavori di pulizia delle condotte sotterranee terminati in questi giorni.
L’operazione, che ha visto la partecipazione del Cociv e dell’area lavori pubblici del Comune di Genova, è stata presenziata dall’assessore Massimo Ferrante. Per simulare le condizioni di massima criticità idraulica, le caditoie sono state inizialmente ostruite in modo da provocare l’allagamento controllato della sede stradale. Una volta rimossi i “tappi”, l’acqua è defluita rapidamente, confermando la ritrovata funzionalità del sistema di scarico.
L’intervento messo in atto – annunciato nei mesi scorsi dalla giunta – ha avuto un costo di circa un milione di euro, risolvendo però una problematica strutturale che da tempo immemore colpiva ad ogni pioggia la zona. Il coordinamento tra gli uffici comunali, Rete ferroviaria italiana (Rfi) e Cociv ha permesso di agire nel sottosuolo, dove i sedimenti si erano stratificati fino a diventare un blocco quasi impenetrabile: “Sono l’efficacia dei lavori di pulizia del sottosuolo effettuati negli ultimi mesi — ha spiegato l’assessore Massimo Ferrante — Sono state rimosse oltre cinquecento tonnellate di detriti e materiali, ormai completamente cementati, accumulati in decenni di mancata pulizia. Finalmente dopo lustri si risolve in maniera definitiva l’allagamento del sottopasso Brin”.
Chiusura in allerta gialla: verso la revoca
La pulizia delle condutture, però, non è l’unico fronte di intervento per la definitiva messa in sicurezza della zona. Come noto, i problemi, infatti, iniziano anche a monte, dove il breve ma irrequieto rio Zella è stato regimentato durante la costruzione della vicina galleria della A7.
Opere non più sufficienti, che in questi mesi hanno richiesto un nuovo intervento. Ad occuparsene Aspi, i cui lavori in loco sono quasi in dirittura d’arrivo, come riportato dallo stesso Ferrante, recentemente in sopralluogo sul cantiere. Il completamento di questo secondo intervento permetterà una revisione complessiva dei piani di protezione civile. L’obiettivo concreto è l’eliminazione dell’automatismo che oggi impone la chiusura precauzionale del sottopasso già alla proclamazione dell’allerta gialla, riducendo drasticamente i disagi per i residenti e per il traffico della vallata. E trasformando una strada normale, finalmente in una strada davvero normale.
I commenti
“L’esito positivo della prova di allagamento del sottopasso di Brin rappresenta un risultato significativo per tutti i cittadini che vivono in quelle zone e che tutti i giorni transitano su quelle strade – dichiara la sindaca di Genova, Silvia Salis – parliamo di una criticità storica, che per troppo tempo ha causato disagi, chiusure preventive e difficoltà per la mobilità del quartiere. È un intervento che ci consente di fare un passo avanti verso una gestione più efficace per cittadini e attività economiche della zona in caso di allerta gialla. Un lavoro che dimostra ancora una volta quanto sia fondamentale una manutenzione seria, programmata e coordinata su un territorio fragile come quello di Genova e del suo entroterra”.
“La risoluzione delle criticità del sottopasso di Brin – spiega l’assessore ai Lavori pubblici e alle Manutenzioni Massimo Ferrante – è stata fin dall’inizio del mio mandato una delle massime priorità. Si tratta di un problema che si trascinava da più di vent’anni e per il quale abbiamo istituito una cabina di regia dedicata e un tavolo tecnico dedicato che ci hanno permesso di coordinare i lavori in modo immediati ed efficace. Stanotte siamo stati lì ad assistere, con i nostri uffici tecnici e i rappresentanti di COCIV. Questo intervento, una volta trasmesse le relazioni tecniche agli uffici competenti, ci consentirà di far decadere la previsione della chiusura preventiva del sottopasso in caso di allerta idrogeologica gialla, permettendoci di valutare caso per caso all’emanazione di allerte di grado superiore”





