Liguria

Trasporto pubblico provinciale Amt, Usb Lavoro Privato: “Scelte scellerate che spianano la strada alla privatizzazione”


Genova. L’Usb Lavoro Privato denuncia continui problemi sul trasporto extraurbano provinciale del Levante gestito da Amt: “Non siamo più di fronte a semplici errori di gestione o a una serie di sfortunate coincidenze. La situazione in cui versa il trasporto pubblico locale provinciale appare ormai come un disegno lucido, costante e quasi orchestrato per depotenziare il servizio, peggiorare le condizioni di lavoro del personale e spianare la strada a logiche di privatizzazione che penalizzeranno unicamente l’utenza e il territorio”. ​

Il sindacato denuncia “il progressivo smantellamento della rete e l’assoluta inadeguatezza delle scelte politiche e aziendali che stanno strangolando il Tigullio e l’intera provincia”. ​

Viene citato l’ultimo ordine di servizio sulle linee provinciali: “​L’ultimo capitolo di questa gestione scriteriata è l’ordine di servizio che impone di caricare gli utenti urbani sulle linee provinciali. Una decisione del tutto avulsa dalla realtà operativa, che apre a criticità gravissime fin dai primissimi punti”.

L’Usb elenca le problematiche: “Posto guida completamente aperto e rischio aggressioni: i mezzi provinciali non dispongono di una paratia interna di protezione per il posto guida, che risulta quindi aperto. Ammassare un numero eccessivo di persone significa avere l’utenza a ridosso del conducente, facendo impennare il rischio di aggressioni, un fenomeno purtroppo decisamente crescente, specialmente nell’ultimo periodo nella città di Genova”.

A questo si aggiungono mezzi considerati inadeguati: “I bus provinciali nascono con sole due porte lente e non con quattro porte veloci, oltre a disporre di spazi e capienze ridotte per i posti in piedi”.

Ammassare troppi passeggeri urbani significa inoltre ostacolare materialmente la discesa delle persone provenienti dall’entroterra, allungando a dismisura i tempi di sosta alle fermate.

Di conseguenza anche le tempistiche diventano insostenibili: “Con percorrenze mai riviste né adeguate alla realtà della strada, il risultato inevitabile sono ritardi cronici accumulati fino ai capilinea, a scapito della regolarità del servizio e dello stress psicofisico degli autisti. ​Un rosario di criticità irrisolte sul territorio ​Questo provvedimento si inserisce in una lista interminabile di scelte miopi e dannose che si trascinano da anni senza che nessuno intervenga”.

L’elenco di queste scelte è formato da 8 elementi di cui il sindacato spiega le criticità secondo il proprio punto di vista:

Piazza della Nazione a Rapallo: Una rivisitazione urbanistica scellerata che crea gravissime difficoltà di manovra ai bus in ingresso, a cui si aggiunge la scandalosa autorizzazione concessa ai bus Flixbus di sostare proprio nella stessa piazza e negli stessi orari previsti per le linee di trasporto pubblico.

Lo smantellamento del presidio del capopiazza a Rapallo: Una figura fondamentale di controllo e sicurezza lasciata colpevolmente vacante, privando gli autisti di un punto di riferimento immediato sul campo.

Il capolinea di Chiavari (Torre Fara Piazza, Nassiriya, Lungomare):  Lo spostamento ha comportato aggravi di costi per circa 150.000 euro all’anno solo di gasolio, creando disagi continui.

Per quanto riguarda le promesse e gli impegni presi con Amt e sindacati a Chiavari l’Usb segnala su Torre Fara che l’amministrazione comunale aveva assunto impegni precisi — mai mantenuti — sull’installazione di servizi igienici e di un riparo per i lavoratori. Con la calura estiva, gli autisti sono costretti a sostare per 25 minuti sotto il sole cocente con i motori spenti e senza aria condizionata, ripartendo in condizioni di sicurezza e salute compromesse. E nessuno vigila su questi accordi disattesi. Su piazza Nassiriya: gli impegni presi per l’implementazione della segnaletica orizzontale sono stati totalmente disattesi. Su piazza Sant’Antonio a Sestri Levante: si ripete la criticità della sovrapposizione degli spazi di sosta con i bus Flixbus negli orari in cui devono sostare i mezzi di linea.

Lo smantellamento della rimessa di Uscio mai sostituita da un capolinea adeguato (rimessa smantellata per criticità salvo poi diventare deposito di autocarri e mezzi d’opera ben più pesanti dei bus.

Quasi totale mancanza di controlli sulla rete extraurbana che favorisce evasione e mancanza di controllo delle regole di viaggio.

Le voci dello spostamento del presidio di centrale operativa e addetti esercizio da Chiavari a Carasco: una zona esondabile che in fase di allerta rossa va evacuata.

Secondo l’Usb Lavoro Privato sono tTutte tessere di un unico mosaico: rendere il servizio provinciale inefficiente, costoso e disagevole per poi poter gridare al fallimento del pubblico. ​

La “ciliegina sulla torta” arriva dalle recenti e ritenute inaccettabili dichiarazioni di qualche sindaco che invoca l’ingresso di aziende private per “gestire meglio” il trasporto pubblico. ​”A queste persone va ricordato quanto accade ovunque il Tpl venga svenduto ai privati: l’unico obiettivo è il profitto. Gli esempi già ci sono: in Umbria, in Toscana, in Veneto, in provincia di Torino, basta verificare sulle fermate di questi luoghi quanti passaggi fanno le corriere per capire. Tradotto in pratica significa il taglio netto dei rami secchi, ovvero la cancellazione totale delle corse a bassa frequentazione, isolando definitivamente i piccoli comuni e le zone dell’entroterra. Certi proclami farebbero bene a tenerseli in tasca”. ​

L’Usb vuole capire con urgenza “dove vogliono andare l’amministrazione del Comune di Genova, Città Metropolitana e l’Azienda. Qual è la strategia reale per il trasporto pubblico provinciale? Si vuole continuare sulla strada del degrado programmato per giustificare svendite future, o si intende finalmente sedersi a un tavolo per ripristinare decoro, sicurezza e dignità al lavoro degli autoferrotranvieri e al diritto alla mobilità dei cittadini?”.​




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