Toscana

Sistema museale Chianti e Valdarno, si rinnova la rete fino al 2030

Manetti: “La cultura diffusa dà forza ai territori”. Sei Comuni e otto musei insieme per valorizzare e promuovere un patrimonio che unisce arte, storia e paesaggio

Scritto da Lorenza Berengo, venerdì 11 settembre 2026 alle 15:56

Si rafforza la rete del Sistema museale territoriale del Chianti e del Valdarno fiorentino. Sei Comuni, otto musei e un patrimonio diffuso fatto di pievi, chiese, ville, aree archeologiche e luoghi di interesse culturale rinnovano la collaborazione con una nuova convenzione valida fino al 2030.

L’accordo è stato presentato questa mattina a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza della Regione Toscana, alla presenza dell’assessora alla cultura Cristina Manetti, dei rappresentanti dei Comuni coinvolti e della responsabile scientifica del Sistema museale Lucia Bencistà.

Fanno parte della rete Barberino Tavarnelle, Figline e Incisa Valdarno, Greve in Chianti, Reggello, Rignano sull’Arno e San Casciano in Val di Pesa, Comune capofila. Un territorio che mette insieme identità diverse in un unico percorso culturale, con l’obiettivo di valorizzare in maniera coordinata musei e luoghi d’arte e renderli sempre più conosciuti e accessibili.

«Fare rete significa dare più forza e più visibilità a un patrimonio straordinario che vive nei nostri territori – ha detto Cristina Manetti –. Il Sistema museale del Chianti e del Valdarno fiorentino è un esempio concreto di cultura diffusa: musei, pievi, luoghi d’arte e aree archeologiche diventano parte di un unico racconto, capace di valorizzare le identità locali e, allo stesso tempo, di costruire un’offerta culturale più forte e riconoscibile. Il rinnovo della convenzione fino al 2030 consolida una collaborazione importante tra i Comuni e conferma quanto sia strategico mettere insieme risorse, competenze e progettualità per rendere il nostro patrimonio sempre più accessibile, conosciuto e vissuto».

Nato dall’incontro delle precedenti esperienze museali del Chianti e del Valdarno e consolidato con la convenzione del 2012, il Sistema punta su una gestione coordinata degli spazi e su attività comuni di promozione, comunicazione e valorizzazione. Tra gli obiettivi ci sono orari il più possibile coordinati, nuovi strumenti digitali e cartacei, un portale unico e una comunicazione condivisa per accompagnare cittadini e visitatori alla scoperta del patrimonio.

Nelle chiese e nei musei della rete sono custodite opere di artisti come Marcovaldo, Ambrogio Lorenzetti, Masaccio, Neri di Bicci e Andrea del Verrocchio: capolavori inseriti in un paesaggio ricco di testimonianze storiche e architettoniche, che il Sistema intende raccontare come parte di un unico patrimonio territoriale.

«Quello compiuto dai Comuni del Chianti e del Valdarno, per una popolazione complessiva di oltre novantamila abitanti – ha sottolineato Roberto Ciappi, sindaco di San Casciano in Val di Pesa, ente capofila – dimostra cosa e quanto possono fare i Comuni per la cultura. I nostri musei sono molto più di contenitori di opere d’arte: sono spazi pubblici, motori sociali e luoghi capaci di raccontare le radici delle nostre comunità e di avvicinare all’arte cittadini, visitatori e nuove generazioni».

«Il rafforzamento della rete – ha aggiunto Lucia Bencistà, direttrice e responsabile scientifica del Sistema – permette di ottimizzare le risorse e valorizzare il bene culturale come patrimonio della comunità. I musei, condividendo obiettivi e finalità, diventano un unicum aperto al territorio e un laboratorio capace di produrre idee e coinvolgere cittadini, turisti, famiglie, associazioni e scuole».

Particolare attenzione è dedicata anche ai giovani e alla cultura digitale. Grazie a un finanziamento del Fondo sociale europeo FSE+ 2021-2027 nell’ambito del bando “Giovani professionisti crescono nei musei”, tre giovani tirocinanti stanno lavorando nei musei della rete nei settori della didattica museale, del restauro, della storia dell’arte e della comunicazione digitale.

Gli otto musei che compongono il Sistema sono il Museo “Giuliano Ghelli” di San Casciano in Val di Pesa, l’Antiquarium di Sant’Appiano e il Museo d’arte sacra di Barberino Tavarnelle, l’Antica Spezieria Serristori di Figline e Incisa Valdarno, il Museo “San Francesco” di Greve in Chianti, il Museo Masaccio d’arte sacra e il Museo d’arte sacra dell’Abbazia di Vallombrosa a Reggello e la Pieve di San Leolino a Rignano sull’Arno.

Alla rete si aggiungono quindici luoghi di interesse culturale e otto aree archeologiche distribuite nei sei Comuni, componendo un itinerario diffuso tra Chianti e Valdarno che intreccia arte, storia, paesaggio e identità locali


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