GoPro Mission 1 PRO ILS recensione: obiettivi intercambiabili MFT su una action cam? Nì, grazie!
GoPro ha attraversato in pochi mesi una trasformazione che nessuno avrebbe previsto: prima il lancio della serie Mission 1, il cambio di paradigma più netto nella storia dell’azienda, poi l’acquisizione da parte di Starman Holding per 285 milioni di dollari, con una svolta dichiarata verso difesa, aerospazio e robotica.
In mezzo a tutto ciò è stata lanciata sul mercato la Mission 1 PRO ILS, la variante più estrema della gamma: stesso sensore da 1 pollice, stesso processore GP3, stesse capacità video fino a 8K60, ma con un attacco per obiettivi intercambiabili Micro Quattro Terzi al posto dell’ottica fissa. In pratica, la GoPro più lontana dall’idea di GoPro che sia mai esistita.
Nella nostra recensione della Mission 1 PRO abbiamo raccontato tutto ciò che rende questa piattaforma un salto generazionale vero: qualità d’immagine, autonomia, audio, gestione termica. Tutto quello vale anche qui, perché il corpo è identico, ma quello che cambia con la ILS, però, stravolge l’esperienza d’uso e soprattutto il tipo di utente a cui il prodotto parla, tanto che viene da chiedersi se “GoPro” sia ancora il nome giusto per descriverla. Scopriamolo insieme!
Una GoPro senza le cose da GoPro
La Mission 1 PRO ILS pesa 197 grammi, ha gli stessi schermi, la stessa interfaccia, gli stessi tre sistemi di aggancio della PRO standard. Fin qui tutto uguale. Poi si guarda davanti e si capisce che qualcosa è cambiato in modo profondo: al posto dell’ottica fissa c’è un baionetta MFT aperta, e con essa spariscono alcune delle caratteristiche che da sempre definiscono una GoPro.
La ILS non è impermeabile. Non “resistente all’acqua in modo limitato”: proprio non impermeabile. GoPro è esplicita nel manuale: immergerla invalida la garanzia e danneggia la camera in modo permanente. Anche la pulizia con acqua è sconsigliata, solo panno asciutto. Il corpo è weatherproof (non “water”), quindi regge qualche goccia di pioggia, ma chi è abituato a portare una GoPro in kayak, alle cascate o sott’acqua deve sapere che questa non è quella fotocamera.

Con l’attacco MFT intercambiabile spariscono anche altre funzioni: niente blocco dell’orizzonte, niente tracciamento del soggetto, niente Sport POV, niente Dive mode. Non si tratta di scelte arbitrarie: sono tutte funzioni che dipendono dall’integrazione stretta tra ottica fissa e firmware, impossibile da replicare con lenti intercambiabili di terze parti.
Il punto non è che GoPro non abbia voluto includerle, è che non può.
Casomai quindi non fosse abbastanza ovvio, vale la pena dirlo chiaramente: per chi usa la GoPro come action cam tradizionale, per sport acquatici, ciclismo, moto o altro di “estremo”, la ILS è semplicemente la scelta sbagliata. Non è una versione “più pro” della Mission 1 PRO: è una camera diversa, con un target diverso, che condivide con la PRO la piattaforma hardware, il “corpo camera”, ma non il DNA operativo.
Il Micro Quattro Terzi più piccolo al mondo (con qualche asterisco)
Il punto di forza della ILS è evidente: per la prima volta nell’ecosistema GoPro, possiamo scegliere un’ottica “di livello”. Qualcuno potrebbe infatti citare le Lens Mod della HERO 13, ovvero delle lenti intercambiabili (grandangolo, macro e altre) compatibili con la action cam, che altro non erano che un modo per espandere le capacità della HERO13, ma che non potevano essere classificati come “obiettivi”.
In ogni caso, dette lenti non sono fisicamente compatibili con la Mission 1 PRO a causa del sensore da 1 pollice, troppo grande.
La ILS è quindi l’unica strada, nell’universo Mission 1, per avere flessibilità ottica su questa piattaforma.
Il sistema MFT è uno standard consolidato, con un mercato di ottiche manuale enorme, maturato nel corso del tempo, a prezzi (anche) accessibili (come tutte le cose, dipende da ciò che cercate).
La baionetta della ILS, però, non ha contatti elettronici, il che esclude tutte le lenti che usano la messa a fuoco o il diaframma motorizzato: servono ottiche completamente manuali, con ghiera del diaframma fisica. Non è un dettaglio di poco conto: la stragrande maggioranza delle lenti MFT moderne è “focus-by-wire“, ovvero affidata a motori interni che qui semplicemente non funzionano. Le lenti compatibili esistono, ma bisogna sapere dove cercarle.

L’altra variabile da tenere a mente è il fattore di moltiplicazione: il sensore da 1 pollice della ILS ha un crop di circa 2,7x con la stabilizzazione spenta e di circa 3x con la stabilizzazione attiva.
Per fare un esempio concreto, noi abbiamo usato in prova la Laowa 7.5mm f/2, un’ottica da 70 grammi con campo visivo di 110 gradi: montata sulla ILS diventa un equivalente di circa 20-23mm su formato pieno, a seconda che la stabilizzazione sia accesa o meno.
Tradotto: non è il grandangolo estremo a cui ci ha abituato la GoPro: non vuol dire non sia utile, ma di base è un po’ un altro tipo di ripresa. Per recuperare la visuale larga tipica di una GoPro, bisogna scendere a ottiche da 4-6mm, e il catalogo si restringe ulteriormente.
Il sistema però, dal punto di vista fisico, regge bene. Anche in seguito a un incontro ravvicinato e accidentale con uno scalino, la Laowa non si è separata dal corpo macchina e la resistenza di base della GoPro a urti e sollecitazioni è sempre lì.
Poter regolare, con una semplice ghiera, diaframma e messa a fuoco apre inoltre un sacco di possibilità creative in più, che sulle GoPro classiche o non ci sono o non sono altrettanto pratiche ed efficaci. Questo però vale più per i video che non per le foto, nel senso che, rispetto a una macchina tradizionale con lo stesso obiettivo micro quattro terzi, la ILS tira fuori dei filmati altrimenti impossibili, mentre le foto alla fin fine sono più paragonabili.
Il che ci dà il “la” per la prossima sezione; anzi, per le prossime due.
Video: dove la ILS ha davvero senso
Partiamo dal caso d’uso più ovvio: la Mission 1 PRO standard ha un’ottica fissa grandangolare. Va benissimo per quello per cui è nata, ma se vuoi isolare un soggetto con una bella sfocatura dello sfondo, girare con un look anamorfìco, fare riprese macro ravvicinate o usare una focale più lunga per comprimere la prospettiva, non puoi. Con la ILS puoi, obiettivo permettendo, e questo è il suo vantaggio reale: non essere “più brava” della PRO in senso assoluto, ma fare cose che la PRO non è in grado di fare (ma in parte vale anche il viceversa).
Gli scenari in cui la ILS ha senso sono quindi abbastanza precisi, ma proveremo comunque a immaginarne alcuni:
- Riprese in ambienti controllati: il terreno ideale, dove la messa a fuoco manuale non è un problema perché la scena non cambia rapidamente: interni, interviste, riprese di prodotto, b-roll cinematografico.
- Riprese su veicoli: già più difficili, ma non impossibili e, approfittando degli alti frame-rate, potenzialmente molto spettacolari.
- Rigging su veicoli, droni o strutture fisse: presuppongono attrezzatura di livello, ma la versatilità e la leggerezza della Mission 1 Pro possono fare la differenza rispetto a una camera tradizionale, e non da ultimo anche la sua maggiore resistenza.
La ratio è tutte quelle produzioni in cui abbiamo in testa un look specifico che la lente fissa della Mission 1 PRO non può dare: il bokeh di un’ottica luminosa, il carattere di una lente vintage tramite adattatore, o le aberrazioni cromatiche controllate di un anamorfìco come i Laowa Nanomorph.
Siamo in un campo molto professionale e quindi molto ristretto, ma non vuol dire che non ci sia spazio.
Mentre però la qualità della Mission 1 Pro è più prevedibile, qui entrano in gioco un sacco di variabili: obiettivo impegato, attrezzatura accessoria e, non da ultimo, competenza dell’operatore, che in alcuni casi deve essere estremamente specializzato.

E già che parliamo di attrezzatura, una cosa di cui abbiamo sentito la mancanza è uno schermo più grande o almeno inclinabile / ribaltabile. Questo avrebbe compromesso un po’ la robustezza generale, ma tanto abbiamo già detto che non è quello il punto forte della ILS, e comunque non è certo una cosa impossibile (vedi Insta360 Ace Pro 2).
Vero è che il Focus Assist ingrandisce l’immagine fino a 8x sul touchscreen posteriore, anche durante la registrazione, ma le dimensioni del display sono quelle. E mentre il Focus Peaking evidenzia con sovrapposizioni colorate le zone a fuoco, con quattro colori selezionabili e una modalità ad alta sensibilità per scene in controluce o con poco contrasto, è anche vero che non è impossibile sbagliare la messa a fuoco su quel display, specialmente con focale molto aperta su soggetti fini.
Mission 1 PRO ILS 4K@200fps in notturna
È anche per questo che esiste l’app Mission Monitor per iPhone e iPad, che porta fuoco peaking, anteprima delle LUT e zebra pattern (indicatore di sovraesposizione) su uno schermo più grande e soprattutto indipendente rispetto a quello della ILS. Peccato per ora sia solo iOS, purtroppo: chi ha un Android deve accontentarsi dell’app Quik, che offre meno strumenti di monitoraggio professionale.
A conferma del fatto che GoPro la vede così, il grip fotografico per la Mission 1 PRO ILS avvolge completamente il corpo macchina, impedendo sia qualsiasi possibile ribaltamento dello schermo che anche la connessione alla porta USB-C di eventuali accessori. Vero è che in questo modo abbiamo tra le mani uno strumento più simile a una macchina fotografica tradizionale, ma non siamo del tutto sicuri che sia esattamente quello il punto di questo dispositivo, che vuole essere qualcosa che sul mercato ancora non c’era, piuttosto che una imitazione di qualcosa di già visto.
Foto: vorrei ma non posto
Nella nostra recensione della Mission 1 PRO avevamo già detto che le foto non sono il punto di forza di questa piattaforma: non perché siano pessime, ma perché non sono la ragione principale per cui comprare le nuove GoPro.
Il sensore da 1 pollice con 50 megapixel è capace, ma la mancanza di messa a fuoco automatica e un’ottica fissa grandangolare la rendono una scelta strumentale, non una fotocamera per tutti i giorni. La ILS non risolve questo problema: lo sposta.

Con la Laowa 7.5mm f/2 montata ci troviamo con un equivalente di circa 20-23mm su formato pieno e la messa a fuoco completamente manuale. Per soggetti statici in scene controllate funziona, ma richiede attenzione e tempo, due cose che spesso chi scatta con una GoPro non ha. E come abbiamo già osservato nei video (che però beneficiano di altre “unicità”), il Focus Peaking aiuta, ma lo schermo posteriore da 2,6 pollici non è il più comodo per valutare la nitidezza, specialmente con diaframmi molto aperti dove la profondità di campo è ridottissima.
Chiariamolo bene: con la ILS potete realizzare scatti impossibili con la Mission 1 Pro, anche solo a livello di Bokeh. Ma non è per uno sfocatino in più che ne comprerete una.
Dove invece la ILS apre scenari fotografici genuinamente nuovi è negli estremi: con un’ottica macro come il Laowa 50mm T2.9 si possono fare primi piani ravvicinati con 2x di ingrandimento, cosa fisicamente impossibile sulla PRO a ottica fissa. Con una focale più lunga si ottengono una compressione prospettica e un isolamento del soggetto che nessuna GoPro tradizionale può avvicinare. Sono casi d’uso precisi, verticali, che presuppongono già di sapere cosa si vuole fare e perché. E soprattutto sono tutte cose che, con un diverso corpo macchina, farete anche meglio.

Lo stesso discorso non vale per i video ad alto frame rate, per esempio. Trovatela un’altra macchina così compatta che registri a 960 fps in 1080p. Oppure ci sono i filmati 8K a 60 fps: anche qui non è facile trovare alternative a questo prezzo e di queste dimensioni soprattutto.
Insomma, sui video ci sono più “unicità”, che danno maggiore senso alla Mission 1 PRO ILS, rispetto alle sole foto.
Per tutto il resto, per gli scatti di viaggio, le istantanee, la documentazione veloce, la Mission 1 PRO standard resta probabilmente la scelta più pratica: ottica fissa già tarata, nessuna variabile da gestire, scatti senza pensarci. La ILS in modalità foto richiede un approccio da fotografo consapevole, non da chi preme il tasto e si aspetta che la camera faccia il lavoro. E quel fotografo, probabilmente, avrà già la sua “compattina” di riferimento.
Per chi è?
Lo abbiamo fatto un po’ nel corso di tutta la recensione, ma proviamo a riassumere un identikit del candidato ideale per la Mission 1 PRO ILS.
- È qualcuno che ha già una buona familiarità (per non dire di più) con le riprese video.
- È qualcuno che quindi sa cosa vuole ottenere da un’ottica intercambiabile, e che cerca una camera compatta e resistente che possa andare dove una mirrorless tradizionale non può.
- Non è il videomaker del weekend
- Non è l’appassionato di sport estremi.
- Non è chi vuole una GoPro “più potente” (perché non lo è).
È insomma qualcuno con una o più esigenze molto specifica, e abbastanza esperienza (e soldi, perché poi gli obiettivi costano e limitarsi a uno solo non ha molto senso) da soddisfarla.
Ecco, a questo proposito, il corpo macchina parte da 699 euro (o 599 per gli abbonati GoPro), ma senza un’ottica è chiramente inutile. Il Laowa 7.5mm f/2 che abbiamo usato noi costa circa 450 euro: siamo già oltre il migliaio.
Aggiungete un supporto ottica per le riprese dinamiche, eventualmente il Media Mod per l’uscita HDMI e almeno un microfono professionale (non lo vuoi un audio di livello con questo setup?), e il sistema cresce rapidamente. Non è una critica: è la natura stessa di questo prodotto e di qualsiasi sistema a ottiche intercambiabili. Ma chi si avvicina alla ILS pensando di spendere poco più del prezzo del corpo si troverà presto a rivalutare i propri piani.

Chi invece ha già un parco ottiche MFT, o lavora in produzione e cerca una camera piccola con caratteristiche specifiche, troverà nella ILS qualcosa di difficilmente replicabile altrove. Non esiste oggi sul mercato una camera di queste dimensioni che offra 8K60, slow motion estrema fino a 960fps in 1080p, resistenza agli urti e un attacco MFT.
E anche questo non è solo marketing: è un dato di fatto, e vale la pena riconoscerlo come tale.
Chi non dovrebbe comprarla, per essere diretti, è chiunque non sappia già con precisione perché ne ha bisogno. La Mission 1 PRO standard fa il 90% delle stesse cose, in modo più semplice, con l’impermeabilità inclusa e senza preoccuparsi di quale ottica montare. È una camera più immediata, più versatile nel senso classico del termine, e per la maggior parte degli utenti semplicemente più sensata. La ILS è lo strumento giusto per chi sa già che la PRO standard non basta, non per chi spera che basti comunque.
Il sample per questa recensione è stato fornito da GoPro, che non ha avuto un’anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. Qui trovate maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld.
Giudizio Finale
GoPro Mission 1 PRO ILS
La Mission 1 PRO ILS è un prodotto che fa esattamente quello che promette, e questa è già una notizia in un mercato che spesso promette troppo e mantiene molto meno. La piattaforma Mission 1 è solida, il sistema MFT apre possibilità creative reali, e per chi ha le competenze e le esigenze giuste questa camera non ha rivali di dimensioni e prezzo paragonabili. Il problema non è quindi quello che fa: è quante poche persone hanno davvero bisogno di quello che fa.
Detta in parole povere, la ILS è la GoPro più verticale e specialistica di sempre, nel senso più nobile dei due termini: consigliata a chi sa già come e perché ne ha bisogno, sconsigliata a tutti gli altri.
Voto finale
GoPro Mission 1 PRO ILS
Pro
- Compattisima ma con attacco MFT
- Qualità video della piattaforma Mission 1 invariata
- Focus Assist e Focus Peaking
- Slow motion estremo e 8K
Contro
- Nessuna impermeabilità (per forza)
- Solo ottiche manuali, niente autofocus
- Schermo non inclinabile, nessun monitor integrato
- Il costo lievita molto facilmente
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