San Lucido, la via dei Lampadari simbolo del paese
Nata dall’intuizione di Gianni Rago, la via dei Lampadari a San Lucido è diventata parte integrante della storia del borgo e simbolo del paese
Ci sono luoghi che nascono sulle mappe e altri che nascono da un’idea. A San Lucido, sul Tirreno cosentino, esiste una strada che per un mese all’anno smette quasi di essere semplicemente una strada. Alzando gli occhi, al posto del cielo compaiono lampadari. Diversi tra loro, sospesi sopra le teste di chi passa, come se il salotto di una casa fosse stato improvvisamente portato all’aperto.
Oggi tutti la chiamano Via dei Lampadari. Ma prima di diventare una delle immagini più riconoscibili dell’estate sanlucidana, era soprattutto un’intuizione. Quattordici edizioni dopo, quell’intuizione non è più soltanto uno degli appuntamenti dell’estate calabrese. È diventata una destinazione, un’immagine riconoscibile, un’esperienza che migliaia di persone scelgono di vivere ogni anno arrivando a San Lucido proprio per attraversare quella strada, fotografarla, mostrarla agli amici e tornarci.
DA UN’IDEA ALLA STORI DEL BORGO
È forse questa la conquista più importante di un’idea nata da Gianni Rago e cresciuta negli anni fino a diventare parte della storia recente del borgo: aver trasformato pochi metri di strada in qualcosa capace di viaggiare molto più lontano dei confini del paese. Oggi pronunciare “Via dei Lampadari” significa evocare immediatamente San Lucido. E durante l’estate parlare di San Lucido significa inevitabilmente parlare dei suoi lampadari. Una relazione diventata così forte da aver trasformato la strada in un vero e proprio richiamo turistico. Non si arriva più soltanto sulla costa tirrenica e poi, per caso, si scopre Via dei Lampadari. Sempre più spesso il percorso è inverso: si viene a San Lucido perché si vuole vedere Via dei Lampadari.
Anno dopo anno, la strada ha costruito intorno a sé una comunità di visitatori. C’è chi torna ogni estate, chi accompagna amici e parenti dicendo semplicemente “devi vederla”, chi la cerca sui social prima ancora di arrivare in paese. E c’è chi, dopo averla attraversata, la racconta utilizzando parole che vanno oltre quelle normalmente associate a una manifestazione estiva.
Eleganza. Bellezza. Raffinatezza. Lusso. Ma non il lusso dell’eccesso.
Il lusso di una sera lenta. Di poter camminare con lo sguardo rivolto verso l’alto, sotto lampadari accesi che trasformano una strada all’aperto quasi nel salone di una grande casa. Il lusso della luce, della musica, del mare poco distante, degli incontri e della possibilità di fermarsi.
OLTRE LA DIMENSIONE DELL’EVENTO
Per alcuni visitatori quella sensazione diventa qualcosa di ancora più intimo. Via dei Lampadari viene raccontata come un luogo capace di fare bene, quasi “curativo per l’anima”: una parentesi luminosa in cui rallentare, lasciarsi sorprendere e, almeno per qualche momento, dimenticare tutto il resto.
È forse proprio qui che si comprende perché Via dei Lampadari abbia superato da tempo la dimensione dell’evento.
La sua forza non risiede soltanto nei lampadari sospesi, nella musica o nell’intrattenimento. Risiede nell’atmosfera che negli anni si è riusciti a costruire intorno a quell’immagine. Una forma di bellezza riconoscibile, semplice ma allo stesso tempo teatrale, capace di rendere straordinario uno spazio quotidiano.
L’IDEA DI GIANI RAGO E LA TRADIZIONE IMPRENDITORIALE
Dietro questa storia c’è anche quella di una famiglia profondamente legata a San Lucido.
L’idea di Gianni Rago nasce all’interno di una tradizione imprenditoriale che attraversa generazioni e che oggi continua attraverso Peppone Group. Una storia che parte dalla ristorazione, dall’ospitalità e dal rapporto con il territorio e che, nel tempo, ha contribuito a creare nuove occasioni di incontro e nuovi motivi per scegliere San Lucido.
Via dei Lampadari è probabilmente l’esempio più evidente di quanto un’iniziativa privata possa trasformarsi, con il tempo, in patrimonio collettivo.
Quando fu immaginata, nessuno poteva sapere quale sarebbe stato il suo percorso. Oggi è diventata una delle immagini più riconoscibili dell’estate sanlucidana e uno degli appuntamenti caratteristici della costa tirrenica cosentina, capace di richiamare ogni anno migliaia di persone anche da fuori territorio.
UN’IDENTITA’ PRECISA
E attorno a quella strada si muove molto più di ciò che si vede.
Si muovono ristoranti, attività commerciali, strutture ricettive, artigianato, intrattenimento. Si muovono famiglie, giovani, turisti. Si genera curiosità verso il borgo, verso il suo centro storico, verso il mare e verso un territorio che molti visitatori finiscono per scoprire proprio partendo da quelle luci.
Per questo oggi il valore di Via dei Lampadari non può essere misurato soltanto attraverso il numero delle serate o degli spettacoli organizzati.
Il suo risultato più importante è essere riuscita a costruire identità.
Ogni primo agosto le luci si accendono. Ogni 31 agosto si spengono.
In mezzo c’è un mese di passeggiate, fotografie, musica, incontri, ritorni e nuovi arrivi.
Ma soprattutto ci sono persone che scelgono San Lucido perché vogliono esserci.
E quando una manifestazione riesce a modificare il modo in cui un luogo viene percepito, raccontato e perfino scelto come destinazione, smette di essere semplicemente un evento. Diventa storia.
Via dei Lampadari oggi non porta soltanto persone in una strada. Porta persone a San Lucido.
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