Si finge giocatore di football americano dei San Francisco 49ers sulle app di incontri: anche Google e l’AI cascano nella falsa identità. Arrestato insieme al presunto complice
Si poteva pensare che raccontasse la verità anche controllando su Google. Daejon Labrayae Love, 35 anni, si presentava sulle app di incontri come un giocatore dei San Francisco 49ers e aveva costruito online un’identità talmente credibile che, secondo i documenti giudiziari citati da KRON4, persino motori di ricerca e sistemi di intelligenza artificiale avrebbero finito occasionalmente per indicarlo come un vero atleta della squadra NFL.
È uno degli aspetti più singolari dell’accusa nei confronti dell’uomo, che secondo i pubblici ministeri avrebbe utilizzato Hinge, Bumble e Tinder per conoscere donne e convincerle della propria falsa identità. In alcuni casi si sarebbe presentato come giocatore professionista, in altri come facoltoso investitore immobiliare svizzero.
Per rendere credibile il personaggio, Love avrebbe lavorato soprattutto sui social. Su Instagram pubblicava foto e video con abbigliamento dei 49ers, simulava allenamenti da professionista e posava accanto ad auto di lusso. Una costruzione digitale che, stando agli atti, avrebbe finito per ingannare non soltanto le persone con cui entrava in contatto.
“A causa delle false rappresentazioni di Love sui social media, motori di ricerca e sistemi di intelligenza artificiale hanno occasionalmente affermato che Love fosse realmente un giocatore dei 49ers”, si legge nei documenti giudiziari riportati da KRON4. Gli investigatori avrebbero verificato direttamente il fenomeno nel gennaio scorso: digitando il nome e cognome dell’uomo nei motori di ricerca, in alcuni casi i risultati lo mostravano effettivamente come giocatore della squadra di San Francisco. Negli atti compare anche una ricerca Google per “daejon love 49ers” che lo associava al roster della squadra. Risultati simili sarebbero comparsi anche cercando alcuni account Instagram ritenuti riconducibili a Love.
Secondo l’accusa, però, dietro la costruzione dell’identità da sportivo ricco e di successo ci sarebbe stato un obiettivo economico. Love avrebbe instaurato relazioni sentimentali con donne conosciute online per poi proporre loro investimenti attraverso il presunto consulente finanziario Taylor Jamie Chan, 18 anni. Gli strumenti finanziari proposti, sempre secondo i pubblici ministeri, non sarebbero mai esistiti. Per convincere le vittime della propria ricchezza Love avrebbe utilizzato anche applicazioni come Fake Bank Account Pro, capaci di mostrare falsi saldi bancari e portafogli di investimento.
In uno degli episodi citati negli atti avrebbe mostrato disponibilità finanziarie superiori ai 30 milioni di dollari. Love e Chan avrebbero quindi sostenuto di poter investire il denaro delle donne negli stessi strumenti utilizzati dal presunto giocatore. Love avrebbe inoltre utilizzato diversi alias, tra cui Jordan Love, Jon Love, Daejon Love e Avril Lyto Love.
I due sono stati arrestati all’aeroporto di Boise e sono accusati di associazione finalizzata alla frode telematica e frode telematica. La prima comparizione davanti a un tribunale di Portland è prevista per l’inizio di settembre.
Secondo l’FBI, le persone coinvolte potrebbero essere molte più di quelle già individuate. Ed è proprio il meccanismo attraverso cui la falsa identità avrebbe finito per riflettersi perfino nelle ricerche online a rendere la vicenda particolarmente inquietante: chi provava a verificare la storia dell’uomo rischiava di trovare sul web proprio la conferma che stava cercando.
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