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“Mi hanno detto ‘la tua carrozzina non è a regola’ e ho perso il volo”: la denuncia di Patrizia Saccà, ex atleta paralimpica lasciata a terra all’aeroporto

“Non cerco colpevoli. Cerco risposte”. È con queste parole che Patrizia Saccà – ex atleta paralimpica – racconta quanto accaduto all’aeroporto di TorinoCaselle, dove avrebbe dovuto prendere un volo Ryanair diretto a Crotone per trascorrere qualche giorno di vacanza. Un viaggio programmato da tempo e che, nonostante il check-in già effettuato online e tutta la documentazione necessaria con sé, si è trasformato in una lunga attesa in aeroporto e nella perdita dell’aereo. L’ex atleta paralimpica era arrivata allo scalo di buon mattino. “Ero arrivata all’aeroporto alle 8,20” racconta il giorno successivo a La Stampa. La partenza era prevista alle 9,50. Saccà si era recata alla Sala Amica, il servizio dedicato ai passeggeri con mobilità ridotta, portando con sé anche i documenti relativi al proprio ruotino elettrico, l’ausilio che aggancia alla carrozzina per spostarsi più facilmente.

Il problema è nato proprio dalle caratteristiche della batteria del dispositivo. La documentazione indicava una capacità di 300 Wh e un peso di 20 chili. Al momento del check-in, però, quelle informazioni sarebbero state contestate. “Ma allo sportello del check-in mi è stato contestato che quelle informazioni non risultavano“. Secondo le regole Iata, l’organizzazione internazionale che rappresenta la maggior parte delle compagnie aeree, gli ausili per la mobilità dotati di batterie al litio possono essere trasportati in aereo entro determinati limiti, tra cui quello dei 300 Wh per la capacità della batteria.

Saccà – che ha gareggiato per 28 anni, partecipato a due edizioni dei Giochi Paralimpici e conquistato una medaglia di bronzo a Barcellona nel 1992 – sostiene di aver cercato di fornire tutti i chiarimenti necessari, mostrando la documentazione tecnica e chiedendo anche di poter parlare con un responsabile. “Non è servito”. Il tempo, intanto, continuava a scorrere. Fino al momento in cui, alle 9,20, è arrivata la comunicazione che ha fatto saltare la partenza: “Il volo è chiuso“. Da quel momento è iniziata la ricerca di una soluzione alternativa. L’ex atleta è rimasta in aeroporto fino a sera, cercando un altro collegamento verso la Calabria. Alla fine è riuscita a trovare un volo per Lamezia Terme, grazie soprattutto all’intervento di una dipendente della biglietteria. “Mi ha ascoltata, ha capito la situazione e per mezz’ora si è messa a cercare una soluzione“. Un aiuto che ha permesso a Saccà di trovare finalmente un’alternativa per raggiungere la Calabria, anche se dopo una giornata completamente diversa da quella immaginata.

Nel corso della sua carriera ha viaggiato in aereo innumerevoli volte, arrivando, racconta, ad aver preso “almeno un migliaio di voli”. E proprio per questo considera quanto successo a Caselle particolarmente difficile da comprendere: “A Caselle di solito c’è una disponibilità superiore rispetto ad altri scali. Ma dipende da chi incontri“. Non sarebbe peraltro la prima esperienza complicata vissuta da Saccà durante un viaggio. Nel dicembre 2024 aveva già raccontato pubblicamente un’odissea legata alla propria carrozzina elettrica durante un trasferimento con scalo a Monaco: “Non cerco colpevoli. Cerco risposte”.

Sagat, la società che gestisce l’aeroporto di Torino-Caselle, si è detta “rammaricata” per quanto accaduto e ha fatto sapere di stare “verificando quanto successo“. La società ha inoltre ricordato che i passeggeri che devono imbarcare una sedia a rotelle o un altro ausilio per la mobilità devono comunque passare dal banco del checkin anche quando hanno completato in precedenza la procedura online, presentandosi “con largo anticipo e con la documentazione tecnica necessaria”.

L’articolo “Mi hanno detto ‘la tua carrozzina non è a regola’ e ho perso il volo”: la denuncia di Patrizia Saccà, ex atleta paralimpica lasciata a terra all’aeroporto proviene da Il Fatto Quotidiano.


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