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La judoka francese Lea Fontaine vittima di body shaming: “Attacchi continui, denuncerò i miei hater”

Dopo la vittoria nel torneo Grand Slam di Losanna nei +78 kg, la judoka francese Lea Fontaine è stata vittima di body shaming sui social. Non era la prima volta: Fontaine è spesso vittima di attacchi incentrati sul suo corpo: “Rispetto le critiche sportive, le analisi tecniche e il dibattito aperto. Questi sono elementi fondamentali dello sport d’élite. Tuttavia, le ripetute prese in giro, gli attacchi al mio fisico e i commenti volti a sminuirmi personalmente oltrepassano il limite e diventano un normale scambio sportivo” ha scritto Fontaine sulla sua pagina social. “Con il mio legale, prenderò i provvedimenti del caso in merito a commenti che oltrepassano il limite della critica sportiva corretta e del rispetto dovuto all’individuo”. Parlando a L’Équipe ha poi aggiunto: “Sta iniziando a colpire i miei cari, quindi non rimarrò più in silenzio. Ho presentato una denuncia”.

Solidarietà dalle colleghe

Tra coloro che hanno mostrato solidarietà a Lea Fontaine ci sono le colleghe Romane Dicko e Julia Tolofua, due volte medagliata mondiale nella categoria +78 kg (3ª nel 2022, 2ª nel 2023), che ha pubblicato una storia su Instagram denunciando tali azioni. Anche la Federazione francese di judo ha espresso il proprio sostegno a Lea Fontaine.

Il caso di Manila Esposito

Aveva fatto scalpore, alla vigilia degli Europei di Zagabria, la storia della ginnasta azzurra Manila Esposito, oro al corpo libero e argento alla trave. L’azzurra aveva denunciato pubblicamente molti episodi di body shaming via social.


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