«Serve fare piena luce su quanto accaduto»
Un brivido di indignazione e profondo sconcerto attraversa la comunità di residenti e frequentatori del Parco degli Acquedotti, uno dei polmoni verdi più suggestivi e frequentati del quadrante sud di Roma.
Tra i prati e le imponenti arcate di epoca romana, è stato infatti rinvenuto il corpo completamente carbonizzato di un gatto.
La macabra scoperta è stata subito denunciata e segnalata all’associazione animalista Earth Odv, che ha annunciato il deposito immediato di un esposto formale alla Procura della Repubblica di Roma per chiedere che venga aperta un’indagine giudiziaria sull’episodio.
Il primo allarme, secondo quanto ricostruito dai responsabili della onlus, è scattato nella tarda serata dell’8 luglio. La mattina successiva, i volontari si sono recati nel punto indicato per il recupero delle spoglie dell’animale e per congelare la scena del crimine con i primi rilievi fotografici.
Giallo sulle cause della morte: si chiede l’autopsia
L’esposto presentato dai legali dell’associazione punta a ottenere un esame autoptico sul cadavere del felino da parte dei veterinari dell’Istituto Zooprofilattico. L’obiettivo è stabilire con assoluta certezza scientifica la causa del decesso: occorre capire se il micio sia stato arso vivo da una mano sadica o se il fuoco sia stato appiccato in un secondo momento, per distruggere il corpo.
Nel frattempo, Earth Odv ha lanciato un appello pubblico rivolto a tutti i frequentatori del parco, ai runner e ai proprietari di cani che frequentano la zona: «Chiediamo a chiunque abbia notato movimenti sospetti, fiamme improvvise o fumo nelle ore serali, o sia in possesso di informazioni utili, di contattare le autorità o i nostri uffici. È garantito il totale anonimato, l’importante è aiutare a individuare chi ha commesso questa atrocità».

Allarme sicurezza nelle aree verdi: in arrivo i fondi per i sistemi di videosorveglianza
Sulla vicenda è intervenuto duramente anche Rocco Ferraro, consigliere delegato della Città metropolitana di Roma Capitale per la Tutela animale e l’Ambiente.
Oltre a condannare il gesto, Ferraro ha evidenziato come l’episodio riproponga prepotentemente la questione della vulnerabilità dei grandi parchi capitolini durante le ore notturne.
Attualmente, l’ente della Città Metropolitana si coordina già con l’Ente Parco regionale dell’Appia Antica per pattugliare i sentieri storici, intensificando i passaggi delle guardie nei weekend e nelle stagioni a maggiore affluenza turistica. Ma i controlli umani, evidentemente, non bastano più a coprire l’enorme perimetro rurale.
Per questo motivo, Ferraro ha annunciato che, non appena l’aula di Palazzo Valentini approverà il prossimo bilancio preventivo, promuoverà uno stanziamento economico straordinario mirato esclusivamente al potenziamento della videosorveglianza.
Le nuove telecamere di sicurezza ad alta definizione, collegate con i visori notturni, verranno posizionate nei principali varchi d’accesso e nei sentieri più isolati, offrendo un deterrente tecnologico contro vandali e bracconieri.
«Un atto del genere – ha concluso il delegato Ferraro – non è solo una violenta crudeltà verso un essere indifeso, ma un sintomo di grave allarme sociale. Chi compie gesti simili è un soggetto pericoloso per la comunità. Dobbiamo accertare la verità e punire i responsabili».
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