Sicilia

Ustica, Trapani, Capo Gallo, gara tra i monumenti del mare

La storia millenaria dei fari costieri si intreccia con la modernità. E la regata Cinque Fari, organizzata dalla Canottieri Palermo, testimonia il valore e la funzione ancora oggi di questi «monumenti» per la navigazione. Anche in Sicilia, attraversata da una lunga costa, che si estende per centinaia di chilometri, i fari hanno sempre avuto un ruolo centrale nell’assicurare la sicurezza della navigazione lungo le sue acque. Se oggi la tecnologia ha in parte ridotto il bisogno di fari per la navigazione, queste strutture continuano a essere simboli di tradizione e punti di riferimento fondamentali per le comunità costiere. Ma oltre al loro valore storico e culturale, i fari sono diventati anche un patrimonio economico, contribuendo al turismo e pure alla conoscenza dei territori circostanti.

È tutto questo, che intende valorizzare la regata velica di 140 miglia che partirà domani da Acqua dei Corsari per toccare a Ustica i primi due fari, quello dell’Omo Morto e l’altro di Punta Cavazzi. Quindi la flotta farà rotta verso lo Scoglio Porcelli a ovest di Trapani, girato il quale il passaggio da San Vito da Capo e ultimo faro a Capo Gallo prima dell’arrivo domenica a Mondello.

Un percorso dal grande fascino, che induce tanti velisti ogni anno a ripercorrere questi scenari e panorami da incanto. Ma la regata va vista soprattutto in chiave agonistica. Una ventina di barche al via, tra cui due che puntano decisamente al podio del campionato italiano offshore, 18 prove in tutta Italia e 3 in Sicilia, con la Cinque Fari, la Palermo-Montecarlo e la Aeolian Race.
In questa classifica tricolore, dopo 12 prove, due equipaggi da domani in gara alla Cinque Fari, sono ai vertici italiani. Melagodo, del ligure Luca De Luca del Cv Erix, figura al quarto posto, ma in grado di salire alla fine sul podio e addirittura un equipaggio di casa, quello di Quattrogatti dell’armatore Andrea Casini della Canottieri Palermo, figura al quinto posto assoluto, ma al primo della graduatoria delle barche di classe A. E questo grazie ai recenti punteggi acquisiti alla classica Giraglia e alla regata attorno all’arcipelago toscano.

Sulla carta la barca favorita per il successo in tempo reale è certamente Anemos II, uno scafo performante da ben 80 piedi che sarà ancora al via dopo il successo ottenuto in reale nel 2024. L’armatore è un siciliano di nascita, il saccense Marco Bono, friulano di adozione, che gareggia per SV Barcola e Grignano di Trieste. Bono non ha trascurato niente per centrare il bis e in equipaggio avrà due pietre miliari della vela mondiale, Mauro Pelaschier e Tommaso Chieffi, con alle spalle Olimpiadi, Coppa America, Campionati mondiali.

Tanti equipaggi siciliani saranno ai nastri di partenza con le carte in regola per disputare una grande regata e puntare i vari podi delle classifiche. A cominciare da Sagola del marsalese Peppe Fornich dello Yc Favignana, vincitore della classifica in tempo compensato nel 2024. Altri vincitori del passato e in grado di ripetersi, l’intramontabile Michele Zucchero della Lega Navale Palermo su QQ7 e Joy di Giuseppe Cascino del Centro Velico Siciliano. E ancora la barca Extra 1 del gelese Massimo Barranco, affidata allo skipper Tommaso Bruni del Lauria, Cochina di Piergiorgio Fabbri della Canottieri Palermo, senza trascurare Corsair, la nuova barca del messinese Renato Irrera dello YC Italiano di Genova.


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