così non paga tasse in Norvegia
Erling Haaland è uno dei protagonisti del Mondiale 2026: i suoi gol hanno trascinato la Norvegia fino ai quarti di finale (sfiderà l’Inghilterra, il match è in programma sabato 11 giugno), ma la sua strategia fiscale non pare legata né alla sua terra natale né alla sua patria calcistica, visto che milita nel Manchester City.
A Oslo la tattica è ben nota: diversi ricchi norvegesi, tra cui anche il padre del campione, Alfie Haaland, spostano la residenza fiscale in Svizzera per pagare meno tasse, beneficiando di un’imposta sulle persone fisiche del 12,96% contro il 22% della Norvegia. Il 53enne ha scelto di trasferirsi ad Andermatt, nel Canton Uri, per beneficiare di aliquote più basse anche nell’amministrazione del patrimonio del figlio.
Il “trucchetto”, però, non si configura come evasione fiscale: la pianificazione fiscale internazionale consente l’utilizzo delle norme previste dagli ordinamenti dei diversi Stati per organizzare il patrimonio nel modo più efficiente. Erling Haaland lavora e paga le tasse in Inghilterra con un’aliquota massima del 45% in quanto calciatore del Manchester City, da cui guadagna quasi 60 milioni di euro lordi l’anno. Ma la fetta più consistente della sua fortuna, che ormai supera i 100 milioni di dollari (circa 90 milioni di euro) ed è destinata ad aumentare, deriva dal patrimonio di famiglia e attività extra come le sponsorizzazioni.
Nel 2023 l’attaccante ha firmato un contratto decennale con Nike, è diventato il volto delle le cuffie Beats e degli orologi Breitling, ma anche di Dolce & Gabbana, Electronic Arts, Marriott International, Midea, Supercell, Unilever, Visa e Samsung. Inoltre ha co-fondato Chess Mates, che detiene una quota rilevante del Total Chess World Championship Tour e possiede una partecipazione azionaria in Hyperice, un’azienda specializzata in tecnologie per il recupero fisico, oggi valutata circa 560 milioni di sterline.
Il padre del calciatore, quindi, separa prontamente il reddito ricavato dall’attività sportiva e il patrimonio di famiglia attraverso attività imprenditoriali: per gestire queste risorse Alfie Haaland ha fondato una serie di società tra loro collegate con la capogruppo in Lussemburgo, che detiene quote di altre società controllate, nominando direttore finanziario l’ex calciatore norvegese Egil Ostenstad. La società si chiama “Pillage“, una parola inglese e francese che in italiano può tradursi in “saccheggio“.
Ma, perché questo sistema funzioni, la Norvegia pone condizioni molto stringenti che riguardano soprattutto l’Exit Tax, l’obbligo di dimostrare che il trasferimento è effettivo e il periodo durante il quale il contribuente può continuare a essere considerato fiscalmente residente in Norvegia se mantiene forti legami con il Paese. Questa scelta richiederà quindi al padre di Haaland di spostare realmente in Svizzera la maggior parte delle sua attività, nonostante l’invito del Ministero dell’Economia norvegese a rimanere nel Paese.
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