«Se anche d’estate hai mal di schiena, forse non è mai stato il freddo il vero problema» – Cronache Fermane
Se anche d’estate hai mal di schiena, forse non è mai stato il freddo il vero problema
Per molte persone il mal di schiena ha un responsabile ben preciso: il freddo.
Per questo motivo aspettano l’estate con la convinzione che il caldo risolverà tutto. Pensano che basti cambiare stagione perché il dolore diminuisca, che qualche settimana di sole sia sufficiente a rimettere le cose a posto.
Poi arriva luglio.
Arriva agosto.
E il mal di schiena è ancora lì.
Ti alzi dal letto e la schiena è rigida come sempre. Ti pieghi per prendere qualcosa da terra e senti quella fitta che ormai conosci bene. Restare seduto a lungo continua a darti fastidio e, quando ti rialzi, hai bisogno di qualche secondo prima di tornare a muoverti normalmente.
A questo punto vale la pena fermarsi e farsi una domanda.
Se il freddo non c’è più, perché il dolore continua?
Le più recenti linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) descrivono il mal di schiena come una condizione complessa, influenzata da molteplici fattori, e sottolineano che non può essere spiegata semplicemente dal clima o dal cambio di stagione. Proprio per questo motivo, se il dolore continua anche in piena estate, limitarsi ad aspettare il passare del tempo difficilmente aiuta a comprenderne la causa.
La risposta cambia da persona a persona, ma una cosa è evidente: se il caldo non ha modificato la situazione, probabilmente aspettare un’altra stagione non cambierà le cose.
Ed è qui che molte persone commettono lo stesso errore.
Continuano a rimandare. Si convincono che passerà dopo le ferie, che a settembre avranno più tempo e che prima o poi il dolore diminuirà da solo.
Nel frattempo, però, il corpo cambia.
Non sempre il mal di schiena diventa più intenso, ma molto più spesso diventa parte della quotidianità.
È questo il vero rischio.
Quando un dolore entra nella routine, si smette di chiedersi perché esista e si inizia semplicemente a conviverci.
Ci si abitua a muoversi con cautela, a evitare i movimenti che fanno paura o a pensare alla schiena prima ancora di fare un gesto semplice.
Ogni decisione passa da una domanda:
“E se poi mi facesse male?”
È in quel momento che il mal di schiena smette di essere soltanto un dolore.
Comincia a occupare spazio nella tua mente.
Condiziona il modo in cui ti muovi, il modo in cui lavori, il modo in cui vivi le giornate.
Non ti blocca all’improvviso. Ti cambia lentamente, così lentamente che spesso non te ne accorgi.
Fino al giorno in cui realizzi che sono mesi, o magari anni, che stai organizzando la tua vita intorno a un dolore che speravi sarebbe passato da solo.
La domanda allora non è più se hai mal di schiena.
La domanda è quanto spazio gli hai già lasciato.
Quante decisioni ha preso al posto tuo.
Quanto tempo ti ha fatto perdere.
Quante occasioni ti ha fatto rimandare.
E ogni mese trascorso aspettando una soluzione che non arriva è un altro mese in cui il problema continua a condizionare le tue giornate.
Se stai ancora aspettando che sia il clima a risolvere il tuo mal di schiena, forse vale la pena chiederti se questa strategia abbia davvero funzionato.
Capire perché il dolore continua a essere presente è il primo passo per affrontarlo con maggiore consapevolezza.
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