Guerra di numeri sul mare calabrese. Il vero nodo sono i controlli “leggeri”
Qual è lo stato di salute del mare calabrese? Sta bene, anzi benissimo, secondo Arpacal; sta bene, anzi benino, secondo Goletta Verde. Il balletto delle cifre e la “guerra” delle percentuali, intanto, alimentano il dibattito e infiammano le polemiche in giorni già caldissimi di suo. Tutto ruota attorno alle differenze che emergono tra i risultati del monitoraggio condotto dall’Arpacal e quelli dei prelievi effettuati da Legambiente.
Goletta Verde sostiene che dei 24 siti analizzati tra foci di fiumi (16) e direttamente a mare (8), solo 9 rientrano nei parametri di legge, mentre dei rimanenti quindici punti uno viene classificato come «inquinato» e gli altri come «fortemente inquinati».
Dai controlli effettuati dall’Agenzia regionale emerge invece che il 97% delle acque marine è «balneabile» e il 93% «eccellente». Ma come è possibile uno scarto così evidente? «Goletta Verde, per come Legambiente rimarca in ogni occasione – sostiene l’associazione ambientalista finita nel mirino delle critiche -, non attribuisce “patenti” di balneabilità alle acque marine o alle località turistiche, non sostiene che tutto il mare della Calabria sia inquinato, non sostituisce i controlli istituzionali previsti dalla normativa europea. La campagna individua, invece, i punti critici dove gli inquinanti arrivano in mare».
Il nodo depurazione
Ad ogni modo, se una foce risulta fortemente contaminata, il problema non nasce il giorno del campionamento, ma significa piuttosto che a monte esistono criticità strutturali che possono riguardare depuratori insufficienti o malfunzionanti, scarichi abusivi, reti fognarie miste, allacci irregolari. È una verità che il sistema depurativo calabrese non goda di buona salute. D’altronde se la Giunta regionale annuncia un master plan da 200 interventi per il comparto fognario e depurativo per un ammontare complessivo di 175 milioni di euro, qualcosa da “aggiustare” evidentemente c’è. Non va dimenticato poi che l’Ue ha avviato nel corso degli anni e nei confronti dell’Italia diverse procedure d’infrazione per criticità ambientali, in particolare sul versante depurativo.
Una situazione tale da determinare la nomina, da parte del governo, di un commissario e di due sub-commissari per accelerare sul fronte degli interventi.
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