Scontro tra Vannacci e Monti a Cernobbio. E l’ex premier promette: «Combatterò retorica fascista»
L’ex generale Roberto Vannacci sbarca sulle rive del Lago di Como per la sua operazione Cernobbio: è la prima volta che il leader di Futuro nazionale si trova faccia a faccia con l’elite del mondo imprenditoriale italiano. E anche con alcuni dei suoi avversari politici. L’ex Folgore ha dovuto affrontare prima le stilettate dell’ex premier Mario Monti, determinato «a spendere le ultimissime energie che mi rimangono per impedire» il suo successo elettorale, sia gli attacchi di Elly Schlein che gli ha suggerito «una visita a Dongo per ricordarsi la fine della storia di cui sembrano tanto nostalgici». Ma andiamo con ordine. Vannacci, arrivato ieri a Cernobbio, è tra i politici più attesi di questa edizione del Forum Teha oltre che protagonista del dibattito «Il progetto europeo tra integrazione e sovranità: il punto di vista italiano», in cui ha rilanciato alcuni temi a lui cari come il fallimento della competitività industriale dell’Ue a causa dell’ideologia, la «schizofrenia» di Bruxelles nell’import di gas russo contrapposta alla pretesa di aiutare Kiev nel conflitto con Mosca.
Al termine della sessione dalla platea le reazioni sono state contrastanti, anche se secondo alcuni presenti si è dimostrato «più disponibile di altri leader». Al termine del discorso «in chiaro durato 15 minuti» è toccato a Mario Monti controbattere alle tesi vannacciane. L’ex premier dal tono pacato non ha risparmiato la tradizionale ironia che gli appartiene, e soprattutto, annunciato una «trincea» perchè se giurasse «di nuovo sulla Costituzione, da ministro o capo di governo, la violerebbe in molti punti con il programma». Inoltre con il manifesto politico di Vannacci, a giudizio di Monti, l’Italia sarebbe costretta lasciare l’Ue e la moneta unica europea. Parole che generano l’applausometro finora «più lungo di questa edizione», hanno riferito alcuni tra i presenti in sala.
Prima del dibattito anche Jordan Bardella, presidente di Rassemblement national, con i giornalisti ha assicurato «lealtà» a Matteo Salvini, suo alleato nell’Europarlamento, rispondendo ai giornalisti che gli avevano chiesto un parere su Vannacci. Il leader di Futuro nazionale, sempre marcato dai giornalisti presenti, non è stato avaro di parole al termine della sessione in cui era protagonista, nel dettaglio è tornato su una possibile alleanza con il centrodestra per le Politiche del 2027. «Non siamo noi a erigere muri ma qualcun altro. Siamo sempre pronti al dialogo». Una replica a tanti esponenti di maggioranza, che suona anche come un auspicio. Poco dopo Elly Schlein, impegnata in un altro evento a Cernobbio, ha prima invitato Vannacci a visitare Dongo e poi paragonato i suoi propositi politici a quelli fatti in passato da Meloni e Salvini. Facile immaginare che un eventuale programma condiviso, ammesso che si trovi la quadra nel centrodestra, non potrà che avere nel tema del femminicidio uno dei nodi principali. Ieri Meloni a Bari ha ribadito che è un reato «esistente», ma Vannacci si guarda bene dal modificare la sua posizione, premettendo che chi fa male alle donne deve marcire in galera, però non può essere un reato aggravato sulla base del sesso.
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