Sanità, a Passignano manca la guardia medica notturna. Il tema al centro del dibattito politico

A Passignano sul Trasimeno manca la guardia medica notturna e il tema arriva al centro del dibattito politico. Ad annunciarlo i consiglieri regionali Eleonora Pace e Andrea Romizi che, facendo riferimento ad alcune segnalazioni giunte da cittadini, affermano che presenteranno presto alla giunta “Un’interrogazione urgente” sulla questione.
I consiglieri hanno sottolineato che “Da segnalazioni ricevute risulta che, solo recandosi nella struttura adibita, gli utenti siano venuti a conoscenza del trasferimento del servizio di continuità assistenziale a Magione”. Pace e Romizi sottolineano un aspetto temporale importante, ovvero che la soppressione del servizio è avvenuta “alle porte della bella stagione, quando l’afflusso di turisti raggiungerà il picco e di conseguenza aumenterà la domanda”.
Per i consiglieri, la chiusura del servizio comporta effetti negativi soprattutto considerando l’afflusso di turisti che ogni anno arrivano in zona. “Privare il territorio del presidio sanitario appare incomprensibile e irresponsabile. Chiederemo spiegazioni all’amministrazione Proietti con un’interrogazione urgente” hanno dichiarato in una nota diffusa.
Preoccupazione è stata espressa anche da Augusto Peltristo, capogruppo di Fare Perugia Forza Italia, e di Roberto Pinzo, capogruppo di Civica Piegaro che, oltre alla soppressione della guardia medica di Passignano segnalano anche la chiusura del punto notturno a Panicale. Riferendosi a una nota della Asl diffusa a a marzo 2026 Peltristo e Pinzo affermano che: “Si affermava che la guardia medica di Panicale non sarebbe stata chiusa, ma rimodulata nell’orario. In realtà, non solo la guardia medica di Panicale, ma anche quella di Passignano è stata soppressa di notte, con un servizio solo diurno”. Peltristo e Pinzo dichiarano che “La giustificazione è che il servizio notturno viene garantito dalla Casa di Comunità a Magione, ma questo non basta, perché Magione, pur essendo nel Trasimeno, non è di prossimità per tutti i 60.000 abitanti, il che costringe i cittadini a rivolgersi agli ospedali”.
Sulle tempistiche, nella nota diffusa viene anche sottolineato che il servizio è mancato anche “Nella notte di Capodanno” e che “pur essendo gli ospedali aperti per le emergenze, la continuità assistenziale è mancata in tutte le sedi”. Da Peltristo e Pinzo viene ribadito anche che “Si è interrotto un servizio, e questo ha privato i cittadini di un supporto fondamentale, che andava ad affiancare l’emergenza ospedaliera. Come ribadiamo sempre, è indispensabile aumentare il numero di medici, potenziare la medicina territoriale, rafforzare il personale sanitario, incentivandoli, perché solo così possiamo garantire un filtro”.
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