Friuli Venezia Giulia

San Daniele del Friuli, la truffa delle auto di lusso che porta in Polonia


Un assegno circolare apparentemente perfetto, una voce al telefono che “conferma” la copertura bancaria e, nel giro di poche ore, una supercar che cambia intestazione e sparisce oltre confine. È il copione della truffa sulle auto di lusso che ha coinvolto anche il Friuli, scoperta dalla Guardia di finanza di Varese, coordinata dalla Procura di Busto Arsizio, con il supporto delle autorità polacche, i carabinieri di Udine ed Eurojust, l’agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale: un’organizzazione capace di colpire in diverse regioni italiane, ripulire i veicoli attraverso passaggi burocratici rapidissimi e farli finire in Polonia, dove venivano rivenduti. Nove le persone denunciate, contestati – a vario titolo – truffa aggravata, riciclaggio, autoriciclaggio e falsificazione di documenti. Recuperate 18 vetture per un valore complessivo di circa 800 mila euro.

Il coinvolgimento del Friuli

Nel mosaico dell’inchiesta, un tassello decisivo arriva però dal Friuli e, in particolare, dal territorio udinese. La “traccia” che accende i riflettori sull’asse Friuli-Austria-Polonia nasce da una segnalazione Interpol: in Polonia viene individuata un’autovettura di lusso sottratta con una truffa avvenuta a San Daniele del Friuli il 30 marzo 2023. La scoperta fa scattare l’approfondimento dei carabinieri della locale stazione dei carabinieri e consente di agganciare quel singolo episodio a un sistema più ampio, già attenzionato dagli investigatori polacchi.

Come funzionava la truffa

Il caso friulano ricalca fedelmente il meccanismo fraudolento ricostruito nell’indagine principale. Il truffatore si presenta con un documento poi risultato falso, costruito utilizzando i dati reali di un soggetto esistente e ignaro, al quale erano state sottratte illecitamente le generalità. La trattativa si chiude con un assegno – rivelatosi successivamente falso – da 137 mila euro, apparentemente emesso da una banca nazionale: un titolo che, per aspetto e “credibilità”, convince il venditore a consegnare l’auto. Dietro la messinscena, secondo gli investigatori, agisce una regia fatta di contatti e verifiche simulate, capace di rassicurare la vittima e accelerare i tempi della consegna.

Il corridoio “logistico”

Dai successivi contatti con l’organo investigativo polacco emerge un elemento chiave per il filone udinese: il coinvolgimento di soggetti italiani nel trasferimento dei veicoli dall’Italia alla Polonia e la ricorrenza di passaggi attraverso il confine friulano in direzione Austria. Un corridoio logistico sfruttato per far “sparire” rapidamente le auto, rendendo più difficile il recupero e favorendo i successivi passaggi di proprietà e le procedure di radiazione per esportazione. Proprio l’episodio di San Daniele, individuato grazie ai canali internazionali, diventa così uno snodo investigativo: dal singolo annuncio su un noto portale di compravendita auto si risale a una filiera transnazionale, fino allo smantellamento dell’organizzazione e al recupero dei veicoli sottratti.


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