Liguria

Salis, primo anno da sindaca: “Volevo usare i milioni di Amt per gli asili. Ora un futuro solido per Amiu”


Genova. “Mi sarebbe piaciuto poter utilizzare i tanti milioni che abbiamo dovuto mettere in Amt per progetti sociali di sostegno alle scuole d’infanzia. Questo era qualcosa cui tenevo molto e che non sono riuscita a sviluppare ancora come vorrei, ma nei prossimi quattro anni ce la faremo”. È questo il punto più critico del bilancio che Silvia Salis traccia oggi, alla vigilia del primo anniversario della sua elezione a sindaca di Genova con la vittoria delle elezioni del 25-26 maggio 2025.

È stato un anno impegnativo con tante sfide, però ci sono stati anche elementi di novità che ci danno soddisfazione – è la riflessione della sindaca a margine della cerimonia per le nozze d’oro di 2.200 coppie genovesi al teatro Carlo Felice -. Rimangono le criticità, una su tutte è Amt, che sicuramente è in via di risoluzione ma ha occupato grande spazio”.

Salis – che secondo un recente sondaggio sarebbe promossa attualmente da due genovesi su tre, più di quelli che l’hanno votata – rivendica diversi risultati positivi della sua gestione: “È una città della quale si parla sempre di più, che è sempre più attenzionata dai media internazionali. Dobbiamo insistere sul nostro sviluppo economico, sullo sviluppo della nostra università, perché anche quella può essere una nuova industria di questa città. Un anno ovviamente non è molto, ma devo dire che entrare in corsa su alcuni progetti e portarli avanti, come ad esempio i quattro assi e altri relativi alla mobilità, come la ripartenza dei cantieri della metropolitana, ci dà soddisfazione. Poi, chiaramente, tutto si può fare meglio“.

Un obiettivo per il prossimo anno? “Anzitutto stabilizzare Amt, e poi trovare una via solida per Amiu, uno sviluppo sulla raccolta dei rifiuti che non abbia l’idea di traguardarsi di anno in anno, come è stato finora, ma con un progetto di sviluppo industriale”, conclude Salis.

Le reazioni

“La precisazione di oggi della sindaca Salis, alla vigilia dell’anniversario della sua vittoria, suona come una scusa non richiesta e non ha un fondamento di verità – attacca Ilaria Cavo, deputata ligure e capogruppo di Noi Moderati in consiglio comunale -. Innanzitutto giustifica gli impegni disattesi in campo educativo con la necessità di dover coprire il buco della società di trasporto pubblico, come se fosse stato il Comune e non Regione Liguria a metterci i 40 milioni di euro per ricapitalizzare l’azienda. In secondo luogo, ricordo alla sindaca che il bilancio del Comune di Genova, contrariamente ai buchi immaginari paventati, ha chiuso con quasi 50 milioni di avanzo, di cui 45 accantonati per specifiche misure e 2,5 di avanzo libero. E tra questi accantonati spiccano 6,5 milioni destinati all’educazione e altri 4 al sociale: se davvero avesse voluto investire sulle scuole dell’infanzia avrebbe potuto attingere a questi capitoli. Non lo ha fatto pur avendone la possibilità. Le giustificazioni stanno a zero”.

“Silvia Salis lamenta di non aver potuto investire risorse nelle scuole dell’infanzia per risanare Amt. Facciamo però presente che anche i 40 milioni stanziati da Regione Liguria a sostegno del Comune avrebbero potuto essere utilizzati per molte altre attività utili ai cittadini della regione, se la sindaca, a giugno dello scorso anno, invece di segnalare un buco da 50 milioni nel bilancio di Tursi, avesse destinato ad Amt quei 47,5 milioni che poi sono risultati disponibili, al momento dell’approvazione del bilancio consuntivo 2025. In quel caso Amt avrebbe potuto evitare quanto accaduto successivamente. Invitiamo a fare meno polemiche strumentali e a dedicarsi di più ad azioni concrete a tutela del territorio e dei cittadini”, aggiunge Matteo Campora, capogruppo di Vince Liguria.

“Le parole di Matteo Campora e Ilaria Cavo sarebbero comiche, se non rappresentassero l’ennesimo, goffo tentativo di nascondere le responsabilità di chi per anni ha governato Genova e oggi prova a riscrivere la realtà costruendo una narrazione di comodo – dichiarano il capogruppo del Partito Democratico in Regione Liguria Armando Sanna e il consigliere regionale del Partito Democratico Simone D’Angelo -. Colpiscono i toni, ma ancora di più colpisce l’ipocrisia di chi ha avuto ruoli di primo piano nelle scelte sul trasporto pubblico e sui servizi cittadini e ora sceglie la strada della polemica permanente invece di assumersi fino in fondo il peso delle decisioni prese e delle conseguenze lasciate in eredità. Scaricare responsabilità, confondere i numeri, alimentare uno scontro continuo per costruire una comoda propaganda non aiuta Genova e non aiuta i cittadini. È soltanto un modo per spostare l’attenzione dai problemi reali e dalle responsabilità politiche di una classe dirigente che oggi tenta di fare opposizione a ciò che ieri amministrava. Fa sorridere sentire lezioni di gestione da chi appartiene a una stagione politica che ha governato per anni e che oggi prova ad attribuire ad altri ogni criticità, come se il tempo potesse cancellare decisioni, priorità sbagliate e scelte che hanno contribuito a creare le difficoltà che la città sta affrontando. La politica dovrebbe avere il coraggio della verità. Quella che Campora e Cavo continuano accuratamente a evitare. La verità di chi oggi punta il dito per non guardarsi allo specchio”.




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