Rifiuti rimossi dai fondali di Stalettì e dell’Oasi di Scolacium FOTO
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Si sono conclususe con un’ampia partecipazione e risultati significativi le prime attività del progetto “Acqua Azzurra: fondali e spiagge da proteggere”, promosso da Legambiente Calabria APS e finanziato dalla Regione Calabria nell’ambito del PR FESR FSE+ 2021–2027. Azioni di tutela, conservazione, valorizzazione e fruizione del sistema delle aree protette, della Rete Natura 2000 e delle infrastrutture verdi” – CUP del progetto J41G25000210007.
Le due giornate operative hanno interessato il sito Natura 2000 “Fondali di Stalettì” e l’Oasi di Scolacium, coinvolgendo i sub dell’Associazione A.I.S.A., tecnici specializzati e cittadini in un’importante azione di tutela degli ecosistemi marini e costieri.
Pulizia dei fondali: i rifiuti recuperati in mare
Le operazioni di pulizia dei fondali hanno consentito di recuperare numerosi rifiuti abbandonati in mare, alcuni dei quali particolarmente ingombranti e insoliti: un tavolo da giardino in plastica, un gavitello ormai inutilizzabile, quattro pneumatici – tra cui una ruota di camion –, il compressore di un frigorifero, parti di una vecchia bicicletta, oltre a numerosi spezzoni di cordame e lenze, frammenti di plastica e vetroresina, tubazioni, metalli e altri materiali di varia natura.
Tra i rifiuti recuperati, i copertoni rappresentano una presenza purtroppo ricorrente: vengono spesso riutilizzati come parabordi dalle imbarcazioni da pesca e, una volta deteriorati o dispersi, finiscono per trasformarsi in rifiuti marini particolarmente resistenti alla degradazione.
Intervento sulla spiaggia dell’Oasi di Scolacium
Accanto alle attività subacquee, la giornata dedicata alla pulizia della spiaggia dell’Oasi di Scolacium ha permesso di censire e raccogliere una grande quantità di rifiuti, evidenziando ancora una volta l’impatto dell’inquinamento marino e degli eventi meteorologici estremi che interessano le coste calabresi.
Tra i materiali rinvenuti figurano tantissime microplastiche, probabilmente accumulate anche a seguito delle mareggiate dello scorso inverno, numerosi cotton fioc, bottiglie di plastica, polistirolo proveniente dalle attività di pesca, cordame, materiali edili, frammenti metallici, cartucce, una coffa, un albero di Natale in plastica, il sellino di un motorino, una gamba di una bambola Barbie, un flacone di smalto per unghie, alcune siringhe e numerosi altri oggetti trascinati dal mare o abbandonati impropriamente. Particolarmente significativa anche la presenza di materiali da costruzione – mattoni, piastrelle, ferro e calcinacci – che testimoniano come, in alcuni casi, il mare sia stato utilizzato impropriamente come luogo di smaltimento dei rifiuti.
Il commento di Legambiente e la gestione dei materiali
Tutti i materiali recuperati sono stati avviati al corretto smaltimento grazie alla collaborazione dei Comuni di Stalettì e Squillace e delle aziende incaricate della gestione del servizio.
“Questi interventi – dichiara Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria – dimostrano quanto sia ancora necessario intervenire per liberare i nostri fondali e le nostre spiagge dai rifiuti accumulati negli anni. Colpisce la quantità e varietà degli oggetti recuperati, alcuni davvero insoliti, ma il dato più preoccupante resta la presenza diffusa delle microplastiche, che rappresentano una delle principali minacce per gli ecosistemi marini e la cui presenza acquisisce particolare gravità nelle aree protette. La tutela del mare e delle coste richiede prevenzione ed un impegno costante che coinvolga istituzioni, associazioni, cittadini e operatori economici.”
Le attività di “Acqua Azzurra” si sono svolte come da autorizzazione rilasciata dall’Ufficio circondariale Marittimo di Soverato e con il covalentamento dell’Ente per i Parchi Marini regionali della Calabria. Tutti i materiali recuperati sono stati conferiti per essere avviati al corretto smaltimento per come concordato con i Comuni di Stalettì e Squillace, tramite le aziende incaricate della gestione del servizio.
I prossimi passi: monitoraggio tecnologico e ricognizione
Altre iniziative proseguiranno nei prossimi mesi con nuovi interventi di monitoraggio, pulizia ed educazione ambientale nelle altre aree interessate dal progetto, con l’obiettivo di contribuire concretamente alla conservazione della biodiversità e alla diffusione di una sempre maggiore cultura del rispetto del mare.
Tra le azioni previste, attualmente in corso, la mappatura, la cartografia e la ricognizione dei fondali di entrambe le aree da parte della società 3D Research S.r.l., mediante l’utilizzo di un ROV teleguidato (un robot sottomarino filoguidato), finalizzata all’acquisizione di immagini e dati utili alle successive attività di recupero dei rifiuti.
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