«Revocando le mie deleghe Ciarapica boccia se stesso e ne dovrà rispondere»
CIVITANOVA «Se oggi Ciarapica ritiene così importanti la coerenza e la concertazione preventiva, allora sia coerente fino in fondo: tragga le conseguenze della propria scelta politica e si dimetta». Roberta Belletti ha aspettato un giorno e l’intervento del suo gruppo, Vince Civitanova, prima di parlare. Terzo assessore a cui il sindaco ha ritirato le deleghe in due mandati, tutte donne.
L’affondo
«Nel decreto di revoca delle deleghe – afferma Belletti – parla di “non adeguata concertazione preventiva tra l’assessorato, gli uffici tecnici e le forze politiche di maggioranza”. Ebbene, dal giorno del mio insediamento ho svolto incontri e riunioni. Il sindaco è sempre stato informato. Esistono verbali, date, relazioni e persone presenti». La mancanza di concertazione si riferisce soprattutto alle lottizzazioni Agriforest e Cristallo che nel novembre 2024, in consiglio comunale, furono bocciate anche da Troiani e Vince Civitanova, cioè il suo predecessore e la sua lista.
«All’epoca – spiega – per acquietare acque agitate in maggioranza, Ciarapica dichiarò pubblicamente che sarebbe stato lui a svolgere un controllo di supervisione sull’urbanistica. Supervisionava, quindi sapeva. È questa la verità. Ciarapica conosceva perfettamente attività, obiettivi, problemi e stato delle pratiche. Non solo: sollecitava e indirizzava soluzioni che gli interessavano di più. Se oggi sostiene che gli obiettivi non siano stati raggiunti, allora la sua incapacità di supervisione viene da lui stesso certificata. Revocando le mie deleghe in realtà Ciarapica boccia se stesso». Il contrattacco passa poi sul piano politico.
«Spieghi il sindaco cosa intende per concertazione preventiva. È stato eletto nel 2022 all’interno di una precisa coalizione, composta da partiti e liste che si sono presentati agli elettori e ne hanno sostenuto la candidatura. Durante il mandato ha scelto una diversa collocazione politica, aderendo a una formazione che non ha partecipato alle elezioni comunali, ovvero ha tradito la fiducia degli elettori di centro destra. Prima di compiere questa scelta ha convocato i consiglieri della sua maggioranza? L’ha condivisa preventivamente con le liste che lo hanno sostenuto e contribuito alla sua elezione? Ha chiesto ai consiglieri se, dopo aver cambiato la propria collocazione politica, fossero ancora disponibili a sostenerlo come sindaco? Questa sì che è una questione politica che riguarda direttamente il mandato ricevuto dagli elettori.
Non ha ricevuto un mandato in bianco E allora, se oggi pretende di trasformare la “concertazione preventiva” in un principio così importante da richiamarlo nelle motivazioni di un decreto di revoca, abbia almeno la coerenza di applicare quel principio anche a se stesso. E’ chiaro a tutti che l’urbanistica non c’entra nulla, la sua è solo una vendetta politica. Io risponderò con gli atti, con i verbali, con le relazioni delle riunioni. E risponderò del mio operato onesto e rigoroso fino all’ultimo giorno. Ciarapica, però, dovrà rispondere del suo».




