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“Qui gli influencer non possono entrare. Uno era venuto a mangiare da cliente, poi si è volatilizzato”: lo sfogo del pizzaiolo Lele Scandurra. Il suo cartello è virale

Un cartello schietto e un messaggio chiaro: “Qui gli influencer non possono entrare“. Lele Scandurra, pizzaiolo e titolare del locale “L’Evoluzione”, a Catania, sbarra le porte ai content creator. La decisione è arrivata dopo un recente, spiacevole, episodio. Due clienti gli hanno fatto i complimenti per la pizza mangiata, poi sono usciti senza pagare. Mai passati dalla cassa. Uno di loro era un influencer da 400mila follower su Instagram (di cui non è stata resa nota l’identità), che aveva prenotato una cena insieme a un amico.

Con Scandurra, però, non c’era alcun accordo di collaborazione. “Questa storia non volevo neanche renderla pubblica, però penso sia arrivato il momento di prendere una posizione chiara e netta”, ha dichiarato il pizzaiolo a La Repubblica. La sera in cui il creator è andato via senza saldare il conto di 60 euro, il locale era pieno, ma lui gli aveva riservato il posto. “Per me era venuto a mangiare normalmente da cliente e poi sarebbe andato via pagando come tutti”, ha spiegato. A lui, ha evidenziato il titolare, aveva chiesto ai dipendenti di riservare un piccolo sconto. Un gesto di cortesia non dovuto.

Dopo che l’influencer è uscito senza pagare, Scandurra ha provato a cercarlo pensando avesse avuto un contrattempo, ma non l’ha trovato. “È scomparso, si è volatilizzato“. Ad aggravare la situazione, scrive Repubblica, è l’iscrizione del creator nell’elenco AGCOM. Condizione che lo sottopone alle regole sulla trasparenza nelle comunicazioni commerciali e nelle pubblicità.

Per Scandurra, è il sistema di sponsorizzazione che è diventato usuale sui social a essere sbagliato: “Finché un ristorante offre una cena o paga una collaborazione può trasformarsi nel miglior locale della città. Quando le gratuità finiscono o il rapporto si interrompe, nella migliore delle ipotesi, spariscono i contenuti“, ha sottolineato. Il suo appello ai colleghi, adesso, è quello non dipendere dalle pubblicità sui social. Lui non è sempre stato contrario a prescindere e in passato ha organizzato alcune collaborazioni, ma ora ha deciso di invertire la rotta. “Si può parlare della propria attività sui social anche senza rivolgersi a queste figure, e lo dico proprio io che in passato me ne sono avvalso. Ho capito e adesso basta così”. Il messaggio finale è inequivocabile: “Non accetto i personaggi, accetto le persone“.


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