Lazio

bottino da 700mila euro e due casseforti sradicate

Un raid chirurgico, pianificato nei minimi dettagli ed eseguito con una precisione quasi militare nel cuore elegante del centro storico romano.

Una banda di professionisti del crimine ha svaligiato la dimora di Donella Pucci Bossi, nota storica dell’arte e produttrice cinematografica, portando via un bottino capolavoro stimato attorno ai 700 mila euro.

L’amara scoperta si è consumata domenica scorsa, quando la proprietaria ha varcato la soglia di casa al rientro dalle ferie estive, trovandosi di fronte a stanze a soqquadro e pareti spogliate dei loro preziosi contenuti.

Quindici minuti di terrore: smurate anche le casseforti

Secondo la primissima ricostruzione effettuata dagli investigatori, i malviventi avrebbero approfittato dell’assenza prolungata della donna per studiare gli accessi dello stabile in via delle Quattro Fontane e agire a colpo sicuro.

L’azione vera e propria, condotta da una batteria specializzata con ogni probabilità a conoscenza della disposizione degli ambienti, non avrebbe richiesto più di un quarto d’ora di tempo.

Immagine di repertorio

Un blitz fulmineo ma devastante durante il quale i malviventi sono riusciti a mettere le mani su:

Opere d’arte e oggetti d’epoca: dipinti e pezzi d’antiquariato di ingente valore collezionati nel tempo.

Casseforti sradicate: due distinti forzieri incassati nelle murature, smurati di peso e asportati prima di guadagnare la via di fuga.

Gioielli e preziosi: un ricco patrimonio di preziosi personali custodito all’interno dell’abitazione.

Caccia alla banda: i rilievi della Scientifica e l’esame delle telecamere

Sull’episodio sono scattate immediatamente le indagini degli agenti della Squadra Mobile della Questura di Roma, giunti sul posto insieme ai colleghi della Polizia Scientifica.

Gli specialisti dei Rilievi hanno setacciato ogni centimetro del palazzo alla ricerca di impronte digitali, tracce biologiche o segni di scasso lasciati dagli attrezzi da scasso utilizzati per forzare gli accessi e smurare i blindati.

Al vaglio degli inquirenti ci sono ora i filmati di tutti gli impianti di videosorveglianza pubblici e privati presenti lungo via delle Quattro Fontane e nelle strade adiacenti: l’obiettivo è individuare i veicoli usati dalla banda per la fuga e identificare eventuali basisti o pali entrati in azione durante il colpo.

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