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Quegli eroi italiani che scavano tra le macerie del Venezuela

Una “corsa contro il tempo” alla ricerca di segnali di vita dagli edifici sfasciati dal disastro venezuelano. I vigili del fuoco italiani sono partiti nei giorni scorsi. Moderni eroi, diciamo senza timore di smentita: una delegazione di 42 persone, arrivati nel Paese sudamericano insieme a 3300 soccorritori arrivati a Caracas, da 27 Paesi del mondo. Squadre altamente specializzate, che hanno già lavorato in contesti difficilissimi e in missioni internazionali, come il terremoto che ha devastato la Turchia nel 2023. Sono divisi in tre moduli: l’Usar, acronimo di “Unit search and rescue”, specializzato nella ricerca e nel soccorso delle persone sotto le macerie. L’altro modulo si chiama Tast, e dà supporto logistico e cartografico. Ci sono il modulo comunicazione e il modulo assessment per le valutazione del rischio. Sono poi partiti 36 sanitari, non vigili del fuoco, ma medici, per prestare soccorso. La loro “casa” a La Guaira, non distante da Caracas, con intere porzioni di città rase al suolo dal sisma, è una tendopoli in un ex campo da baseball.

Il primo passo è la mappatura degli edifici crollati, in cui si fa la valutazione del rischio. Di alcuni di questi palazzi resta poco e niente. Li chiamano “Pancake“, come il dolce americano che fa comparsa nelle colazioni oltreoceano. Il nome viene dal fatto che gli edifici di molti piani, con due scosse di magnitudo 7.2 e 7.5, sono collassati su se stessi. I piani superiori ora insistono su quelli inferiori ed è difficilissimo per i soccorritori entrare e cercare la vita. A quel punto si aprono dei varchi per provare a tirare fuori le persone rimaste intrappolate. “C’è tantissimo materiale in cui penetrare, ed è molto rischioso”, spiega al telefono Andrea Marino, deputy team leader del modulo “Urban Search and Rescue”. Ci sono operazioni che richiedono molte ore, ma nonostante questo si prova a dare il massimo. I turni sono di 8 ore, è ovviamente necessario il riposo in situazioni ad alto rischio e alto stress come questo. “Ma cerchiamo lo stesso di dare continuità”.

Il Paese in questo momento vive una situazione molto difficile. “In una parte della città gli edifici sono tutti crollati o, se non sono crollati, sono stati distrutti in maniera abbastanza importante, insomma sono solo da buttare via”. Ieri i vigili del fuoco italiani stavano cercando di salvare una donna e i suoi tre bambini rimasti intrappolati. Ma una scossa di magnitudo 5.1, arrivata alle 7 del mattino ora locale, mentre Marino era al telefono con Il Giornale, ha spezzato la speranza di ritrovarli in vita. Nessun segnale è più arrivato dopo la scossa e gli ultimi crolli.

I soccorritori hanno dovuto gettare la spugna, così come quelli delle squadre che lavoravano insieme a loro, da Ecuador e Olanda. Non è stato facile, soprattutto perché c’erano i resti di giocattoli per bambini. Ma oggi i vigili del fuoco sono di nuovo al lavoro. A cercare e aiutare.


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