Luna Rossa : “Così ci prepariamo per l’America’s Cup di Napoli 2027”

Luna Rossa ha battuto Emirates Team New Zealand nel match race finale e trionfa a Cagliari nelle prime regate preliminari della Louis Vuitton 38a America’s Cup in vista della sfida del 2027 a Napoli. La competizione si è svolta a bordo degli AC40, monoscafi di circa 12 metri foiling “one-design” identici per tutti i partecipanti e capaci di superare i 40 nodi di velocità. I monoscafi foiling sono dotati di appendici immerse, dette foil, che consentono all’imbarcazione di sollevarsi, la barca in pratica “vola” e raggiunge velocità elevate. L’America’s Cup, però si svolgerà sugli AC75: sono anch’essi monoscafi foiling, ma questa volta di 75-piedi (22 metri circa) che raggiungono e superano i 50 nodi (circa 100 km orari).
Parliamo di imbarcazioni da fantascienza, come ha detto lo stesso Patrizio Bertelli, esperto velista, patron e presidente di Prada, il gruppo di alta moda fondato con la moglie Miuccia Prada. È lui l’imprenditore che ha dato vita nel 1997 al progetto Luna Rossa, di cui oggi è Presidente e che guida insieme al figlio Giulio. Sensori, materiali superleggeri, software sofisticati, si è parlato anche di intelligenza artificiale. La poesia del mare e il pragmatismo della tecnologia, il fascino della vela e la razionalità della scienza. Due visioni che si sposano in un’unica grande avventura.Ma chi vince dietro le quinte? Parla Gilberto Nobili, Gillo per tutti, Technology & Operations Director.
Ingegnere, Luna Rossa infiamma Cagliari, s’è scritto. C’entra l’intelligenza artificiale?
“No, assolutamente. A Cagliari, così come sarà per le regate preliminari di Napoli, le gare si svolgono su barche strettamente One Design, vuol dire che non puoi toccare né la barca né il software di bordo. Di conseguenza, quello che è stato fatto bene, l’han fatto i ragazzi, i coach e il team di supporto.”.
In mare vince l’uomo. Però nella fase di progettazione, ricerca e sviluppo, anche l’Intelligenza Artificiale aiuta?
“Oggi l’intelligenza entra in gioco a 360 gradi, perché se la si sa utilizzare bene, subentra dall’analisi dei dati alla scrittura del software e riduce i tempi di progettazione normali. È un tool fondamentale oggi e vince chi capisce subito che non è un avversario ma un potenziale e potente collaboratore”.
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