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“Quando facevo la modella gli standard di magrezza erano rigidissimi: colazione e poi due frutti al giorno. Ho cambiato vita e sono arrivati i social, con cifre non comparabili. Ero incredula”: parla Paola Turani

È una modella e influencer tra le più note d’Italia, con due milioni di follower su Instagram, e ieri l’abbiamo vista sul red carpet della Mostra del Cinema di Venezia. La prima volta aveva 28 anni ed era stata invitata da un noto brand. Ma per Paola Turani questa sarà l’ultima comparsata alla Mostra. Lo racconta al Corriere: “Sono stata tra le prime influencer a essere invitate. Prima di salire pensavo che nessun fotografo mi avrebbe considerata, non mi ritenevo abbastanza famosa. Invece cominciarono a chiamarmi per nome e cognome. Fu incredibile”, spiega. Oggi, però, sente che è arrivato il momento di fare un passo indietro: “lascio spazio alle ragazze più giovani e sono contenta così”.

Turani racconta anche di voler ridurre la propria presenza online: “I social sono cambiati e anche tutti noi. L’entusiasmo che avevo 10-15 fa anni è svanito” e, aggiunge, “le priorità della mia vita oggi sono altre: mio figlio, la mia famiglia, i cani, la casa. Dopo 13 anni continuo a lavorare bene sui social e mi piace sempre condividere. Ma un po’ meno“.

C’è però una scelta che, tornando indietro, non rifarebbe: pubblicare immagini del volto di suo figlio Enea, a lungo desiderato e arrivato dopo anni difficili. “Nel 2013 con Ricky iniziammo a pensare di avere un figlio. Da lì passarono molti anni e una diagnosi che evidenziava un problema. Concepire naturalmente per noi era alquanto improbabile. Abbiamo avuto momenti di grande sofferenza. Decidemmo di intraprendere una Pma e poi è successa una cosa incredibile: proprio nel mese in cui dovevamo iniziare il percorso, io sono rimasta incinta naturalmente”.

Oggi Turani torna anche su un tema che negli anni ha affrontato più volte sui social, quello delle domande invadenti rivolte alle coppie sulla maternità: “(…) In tanti post avevo scritto che non era giusto chiedere, addentrarsi nella vita intima delle persone. Frasi come: ‘Ma quando lo fate un bambino?’ Creano un dolore profondo, un senso di inadeguatezza. Appena avevo la pancia un po’ gonfia tutti subito a dire o scrivere: finalmente sei incinta. Non è stato facile. Dopo 8 anni, finalmente è arrivato Enea”.


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