Primo maggio in Umbria. Proietti: «Ogni vita spezzata è sconfitta di tutti». Video

Si è aperta alle 9.15 da piazza Gramsci, nella zona della stazione, la manifestazione regionale umbra del Primo Maggio, quest’anno ospitata a Umbertide. Da lì è partito il corteo promosso da Cgil, Cisl e Uil che ha attraversato la città fino a piazza del Mercato, dove sono in programma gli interventi conclusivi dei segretari regionali.
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In testa al corteo, insieme ai lavoratori e alle delegazioni sindacali, anche trattori e mezzi agricoli, a sottolineare il legame con il tessuto produttivo dell’Altotevere. Il tema scelto per il 2026 è quello del lavoro dignitoso, con un’attenzione particolare alla qualità dell’occupazione, alla sicurezza e alla stabilità in una fase di trasformazione del mercato del lavoro.
VIDEO: LA MANIFESTAZIONE REGIONALE A UMBERTIDE
Nel corso della mattinata è stato richiamato anche il messaggio della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, che ha posto l’accento sul valore costituzionale del lavoro e sulla necessità di rafforzarne qualità e tutele. «Il lavoro è un diritto costituzionale ed è alla base della dignità della persona e della coesione sociale», ha ricordato, indicando come priorità quella di renderlo «sempre più sicuro, stabile e di qualità», contrastando precarietà e disuguaglianze.
Un passaggio centrale riguarda proprio il tema della sicurezza. «Ogni incidente, ogni vita spezzata rappresenta una sconfitta collettiva», ha sottolineato la presidente, ribadendo la necessità di rafforzare prevenzione e controlli e di diffondere una cultura della tutela nei luoghi di lavoro.
La gallery della manifestazione regionale
Nel messaggio emerge anche un riferimento diretto ai giovani e al tema della mobilità fuori regione. L’Umbria, come altre aree del Paese, continua a confrontarsi con la riduzione della popolazione in età lavorativa e con la difficoltà di trattenere competenze. «Dobbiamo ascoltare i giovani e creare le condizioni per offrire loro un futuro alla portata dei loro sogni», è il passaggio che richiama l’esigenza di politiche più incisive sul fronte occupazionale.
La prospettiva indicata lega la crescita regionale alla capacità di investire nel cosiddetto lavoro buono e nel capitale umano. «La nostra Umbria crescerà se nessuno resterà indietro», è la sintesi di una visione che mette insieme sviluppo economico e coesione sociale, chiamando in causa istituzioni, imprese e lavoratori.
Celebrazioni sono state organizzate in varie parti dell’Umbria, da Perugia giunge il messaggio della sindaca: «Il Primo Maggio – ha detto Vittoria Ferdinandi – è una giornata di celebrazione, consapevolezza e impegno. La Costituzione italiana nasce da una visione chiarissima di Paese, una comunità fondata sul lavoro, sulla dignità della persona, sulla partecipazione di tutte e tutti alla vita democratica. Il lavoro è reddito, produzione e occupazione, ma anche libertà, autonomia, riconoscimento e possibilità di costruire il proprio futuro».
«Questa promessa costituzionale — prosegue la Sindaca — va resa sempre più concreta. Va resa concreta sul piano del valore economico del lavoro, perché la stagnazione dei salari incide sulla vita di tante famiglie. Per questo una giusta retribuzione, il rafforzamento della contrattazione e anche il tema del salario minimo riguardano la dignità, l’equità e la qualità della nostra democrazia».
Ferdinandi richiama poi il lavoro femminile, «che cresce insieme alla necessità di superare i divari ancora presenti, dai salari alle carriere, dalla distribuzione del lavoro di cura alla conciliazione tra vita familiare e professionale. La piena partecipazione delle donne al lavoro è giustizia sociale e leva di sviluppo per il Paese».
Un passaggio è dedicato anche ai giovani, «che devono poter trovare nei propri territori opportunità, fiducia e possibilità di realizzazione. Una città giusta sa trattenere energie e competenze e creare le condizioni perché chi è partito possa tornare».
Centrale, infine, il tema della sicurezza. «Ogni persona deve poter lavorare sapendo che vita, salute e dignità sono tutelate. La sicurezza sul lavoro è responsabilità collettiva, cultura della prevenzione, attenzione quotidiana e rispetto profondo per chi lavora».
«Perugia — conclude Ferdinandi — vuole guardare al lavoro come fondamento di libertà, uguaglianza e coesione sociale, stando accanto a chi lavora, a chi cerca lavoro, a chi crea lavoro e a chi ogni giorno tiene insieme servizi, imprese, scuole, ospedali, famiglie e comunità. Buon Primo Maggio a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori, con l’impegno a rendere il lavoro sempre più dignità, sicurezza e futuro»
A Umbertide, in occasione del Primo Maggio regionale, Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria hanno rilanciato dal palco una piattaforma comune centrata su lavoro stabile, dignitoso e adeguatamente retribuito. Alla manifestazione, molto partecipata da giovani e famiglie, sono intervenuti i segretari regionali Maria Rita Paggio (Cgil), Angelo Manzotti (Cisl) e Maurizio Molinari (Uil), che hanno condiviso l’impostazione di una giornata definita come «un momento di ripartenza per ricostruire il mondo del lavoro».
Dal palco, le tre organizzazioni hanno sottolineato la necessità di un nuovo modello economico per la regione e per il Paese, indicando la necessità di un “patto per il lavoro” in Umbria per favorire l’attrazione delle imprese e il rilancio dell’occupazione, anche attraverso strumenti come la Zes. Al tempo stesso è stata sollecitata un’accelerazione sul nuovo piano sanitario regionale, giudicato essenziale per garantire risposte adeguate ai cittadini e ridurre il ricorso al settore privato, che a sua volta chiede il rinnovo di contratti scaduti da oltre dieci anni.
«Questo Primo Maggio deve essere un momento di ripartenza per ricostruire il mondo del lavoro in modo diverso, serve un nuovo modello economico: tutti insieme dobbiamo ridare futuro a questo Paese e a questa regione», è la posizione condivisa da Paggio, Manzotti e Molinari. I sindacati hanno inoltre richiamato il ruolo della contrattazione e della partecipazione come strumenti fondamentali per garantire sviluppo e per offrire opportunità ai giovani, sempre più centrali in un mercato del lavoro in cui l’età media supera i 50 anni.
Particolare attenzione è stata dedicata al tema della precarietà e della qualità dell’occupazione. «A loro e a tutti i lavoratori dobbiamo offrire lavoro stabile e sicuro, che superi precarietà e stagionalità», hanno ribadito i tre segretari, evidenziando anche la necessità di governare i cambiamenti legati all’intelligenza artificiale e di contrastare i cosiddetti contratti pirata, considerati meno tutelanti rispetto a quelli firmati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative.
Ampio spazio è stato riservato al tema della sicurezza sul lavoro, definito una priorità non più rinviabile. «Non è accettabile che chi esce per recarsi al lavoro rischi di non tornare a casa», hanno affermato Paggio, Manzotti e Molinari, sottolineando la necessità di un lavoro sicuro e giustamente retribuito, in linea con i principi costituzionali. Nel loro intervento anche un richiamo alle disuguaglianze di genere, con l’obiettivo di superare divari ancora presenti sia nell’accesso al lavoro sia nelle retribuzioni.
La chiusura del messaggio sindacale ha riguardato la questione salariale e la giustizia sociale. «Bisogna rimettere soldi nelle tasche dei lavoratori: aumentare i salari, garantire più sicurezza, più diritti alle persone anziane che hanno costruito il nostro Paese e creare condizioni reali di giustizia sociale», è la sintesi finale della piattaforma unitaria espressa da Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria.
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