Calabria

Prima Rizziconi, ora Varapodio: ancora un assalto al bancomat

Nuovo assalto a uno sportello bancomat nella Piana di Gioia Tauro. Dopo quello consumato una settimana fa a Rizziconi, questa volta il furto ha interessato la filiale Credem di Varapodio. Nella notte tra sabato e domenica scorsi, quando erano da poco trascorse le 3 e mezza, un ordigno è esploso danneggiando sia il bancomat che i locali dell’istituto di credito. Un rumore fragoroso che ha svegliato i residenti della zona generando forte preoccupazione.
Sul posto sono intervenuti sia personale dei vigili del fuoco per la messa in sicurezza dell’area sia i carabinieri della locale stazione. Sull’asfalto sono stati rinvenuti chiodi a tre punte: un particolare che gli investigatori hanno riscontrato anche a Rizziconi e che restituisce una chiara strategia da parte dei malviventi. I militari della compagnia di Taurianova coordinati dal capitano Samuele De Cintio, hanno avviato le indagini a partire dagli elementi raccolti sul luogo al fine di dare un’identità al commando che è entrato in azione la scorsa notte. Le telecamere di videosorveglianza presenti nella zona di piazza Antonino Tripodi e delle strutture adiacenti, come bar, sala giochi e l’ufficio postale, sono al vaglio per raccogliere elementi utili agli approfondimenti. Contestualmente al lavoro delle forze dell’ordine, è in corso anche la conta dei danni, tra refurtiva prelevata e lesioni al bancomat e all’edificio causate dall’esplosione. Criticità che sin da subito sono apparse significative e che potrebbero richiedere interventi immediati per la riapertura del servizio al pubblico.

Si alza ulteriormente, dunque, l’attenzione sui fenomeni criminosi nella Piana: all’escalation vissuta a Rizziconi (che ha portato all’arresto di quattro presunti colpevoli originari di Catania per la rapina a mano armata alla gioielleria Mazzù ad opera della polizia di Stato e all’individuazione di un presunto basista originario di Amato di Taurianova) ora si accosta l’assalto alla filiale Credem di Varapodio. Gli inquirenti proveranno a individuare l’origine dell’azione criminosa e a rintracciare eventuali collegamenti con altri furti avvenuti nell’ultimo periodo sul territorio.


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