Prima condanna in Senegal in base alla nuova legge anti-omosessualità
Un tribunale di Dakar ha condannato la scorsa settimana un giovane senegalese a sei anni di carcere per «atti contro natura», la prima condanna di questo tipo dopo l’approvazione, a marzo, di una nuova legge che inasprisce le pene per i rapporti omosessuali nel Paese. Lo ha appreso oggi l’Afp da una fonte giudiziaria. Il Senegal, Paese a maggioranza musulmana, ha approvato all’inizio di marzo una nuova legge che ora punisce i rapporti omosessuali con pene detentive da cinque a dieci anni. La legge, promulgata il 31 marzo dal presidente Bassirou Diomaye Faye, prevede anche multe che vanno dai 3.048 a 15.244 euro, rispetto ai 152 a 2.286 euro previsti in precedenza. Il nuovo ordinamento giunge in un momento di forte ondata di omofobia nel Paese e di una serie di arresti di persone con l’accusa di omosessualità.
Il 2 aprile, un giovane operaio nato nel 2002 è stato arrestato nella periferia di Dakar dopo essere stato sorpreso ad avere rapporti sessuali con un altro uomo, secondo quanto riferito da una fonte giudiziaria che ha chiesto di rimanere anonima. Venerdì, il Tribunale di Pikine-Guédiawaye lo ha condannato a sei anni di carcere per «atti osceni in luogo pubblico» e «atti contro natura», termini che si riferiscono a rapporti omosessuali, durante un processo sommario, ha dichiarato la stessa fonte. Il giovane operaio è stato anche multato di due milioni di franchi Cfa (3.048 euro). È la prima persona condannata in base alla nuova legge.
L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, aveva parlato di una legge che «calpesta» i diritti umani.
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