Sicilia

In Sicilia il governo stanzia 25 milioni per fronteggiare il caro carburante, ma il blocco resta

Il governo di Renato Schifani in Sicilia sta predisponendo un emendamento da 25 milioni di euro con l’obiettivo di fronteggiare la grave crisi economica che sta colpendo diversi comparti produttivi dell’Isola. La misura nasce per contrastare gli effetti dell’aumento dei costi dei carburanti, aggravati dagli eventi bellici degli ultimi mesi, che hanno inciso pesantemente in particolare sul settore dell’autotrasporto merci. Il «pacchetto caro carburante» sarà esteso anche ai comparti dell’agricoltura e della pesca, anch’essi duramente colpiti dal rincaro dei costi di produzione.

«Il governo regionale – diceil presidente Renato Schifani – è impegnato a dare una risposta concreta e tempestiva alle imprese siciliane che stanno affrontando una fase estremamente complessa. Con questo emendamento da 25 milioni di euro intendiamo sostenere non solo gli autotrasportatori, ma anche settori strategici come l’agricoltura e la pesca, fondamentali per l’economia e l’occupazione dell’Isola. È una misura necessaria per salvaguardare la competitività delle nostre imprese e garantire continuità produttiva. In riferimento al fondo Ets – conclude – trattandosi di una normativa europea, possiamo solo esercitare una moral suasion nei confronti del governo nazionale. Iniziativa che ci impegniamo ad adottare».

Il fermo degli autotrasportatori resta

Nel pomeriggio, gli assessori all’Economia Alessandro Dagnino e alle Infrastrutture Alessandro Aricò hanno incontrato i rappresentanti degli imprenditori del settore degli autotrasporti.

«Apprezziamo la sensibilità della Regione con il presidente Schifani e il presidente dell’Ars Galvagno che, insieme agli assessori al Bilancio, Dagnino, e ai Trasporti, Aricó, hanno ricevuto una nostra delegazione rendendosi disponibili a stanziare delle somme per il combinato strada mare e accelerare l’incontro con il ministro Salvini considerato che i nostri problemi possono essere risolti solo dal Mit. Il fermo quindi rimane, l’adesione in Sicilia è totale e, in mancanza di risposte concrete, continueremo ad oltranza». Lo afferma Salvatore Bella, segretario del Comitato trasportatori siciliani che stanno bloccando le attività dei trasporti nei porti dell’isola.


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