Prevenzione e trasparenza, la strategia anticorruzione del Parlamento Ue
Prevenzione, mappatura del rischio, trasparenza. Sono questi i pilastri della bozza di risoluzione sulla strategia europea anticorruzione approvata il 14 luglio dalla Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo. Secondo stime della Commissione europea, la corruzione costa all’Europa tra i 179 miliardi ai 990 miliardi di dollari l’anno. Il 69 per cento dei cittadini dell’Ue, secondo dati di Eurobarometro del 2025, ritiene che sia un problema molto diffuso nel proprio Paese.
Più cooperazione
Secondo gli europarlamentari, sono necessari standard uniformi sul conflitto di interessi, sulla dichiarazione patrimoniale, su regali e viaggi sponsorizzati. Auspicabile anche una definizione chiara di appropriazione indebita. La risoluzione sostiene poi la necessità di una maggiore cooperazione e della condivisione di informazioni tra Stati membri e autorità dell’Unione europea, come l’Europol, l’Autorità antiriciclaggio (Amla) e la Procura europea (Eppo). Gli organismi specializzati nella lotta alla corruzione dovrebbero inoltre avere accesso a risorse adeguate e garanzie di tutela della loro indipendenza, prosegue il Parlamento Ue. Inoltre, la Procura europea dovrebbe ricevere fondi ulteriori per il contrasto alla corruzione internazionale. Faro puntato sugli appalti pubblici, specialmente quando aziende condannate o sospettate di illeciti in un Paese possono partecipare alle gare in altri Paesi.
Monitoraggio esteso
A livello internazionale, poi, la strategia comunitaria dovrebbe occuparsi anche di riciclaggio e occultamento dei beni. In particolare, si sottolinea l’uso scorretto dei crypto-asset, delle comunicazioni crittografate e dei sistemi di finanza digitale. È necessaria, quindi, una maggiore cooperazione per tracciare e recuperare i proventi. Rinnovata anche la richiesta di estendere i quadri normativi ai cittadini dell’Unione che operano per conto di società private all’estero e viceversa. Secondo gli europarlamentari, poi, la Commissione europea dovrebbe stabilire un processo regolare di revisione che coinvolga tutte le istituzioni europee e sviluppare indicatori comuni per un quadro di monitoraggio.
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