Calabria

Calabria, le emergenze nella bolla africana: ospedali in allerta, boschi a rischio

Nel Pronto soccorso dell’Annunziata in questi giorni non entrano solo i pazienti di sempre. Al triage registrano accessi di anziani che non hanno bevuto abbastanza, bambini sfiniti dopo poche ore all’aperto, persone confuse che pensavano fosse soltanto stanchezza. È nella prima linea dell’ospedale Hub di Cosenza che la vera emergenza non è più il termometro che sale ma il caso clinico che l’eccessivo caldo finisce per generare.
Andrea Bruni, direttore del Dipartimento di Emergenza-Urgenza e dell’Unità operativa di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale di Cosenza, invita a non sottovalutare i segnali. «Persone fragili, portatori di malattie croniche e bambini sono gli individui che possono avere maggiormente problemi con l’aumento delle temperature perché vanno facilmente incontro a fenomeni di disidratazione. Negli anziani il senso della sete è ridotto e questo favorisce stati di confusione, obnubilamento del sensorio e condizioni che possono richiedere anche l’ospedalizzazione».
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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