Abruzzo

“Tassa sui dehors alle Feste di Settembre, commercio penalizzato”

Milleottocento euro in totale per partecipare ai giorni clou delle Feste di Settembre (13-16 settembre) e agli eventi della Fiera di Sant’Egidio (31 agosto), Mastrogiurato (6 settembre) e Dono alla Madonna del Ponte (8 settembre). È il contributo forfettario che quest’anno viene chiesto, a Lanciano, agli operatori commerciali con dehors (aree all’esterno con sedie e tavoli), sia pubblici esercizi che attività artigianali, e che sta sollevando polemiche in città.

Decise in una delibera di giunta del 27 febbraio 2026, “le quote forfetarie aggiuntive rispetto al Canone unico”, come vengono definite, sono finalizzate “alla copertura dei costi organizzativi e di assistenza offerti dal Comitato Feste”, che le ha richieste attraverso il presidente pro-tempore Divio Fernando Rosato. Si aggiungono a quelle già in vigore per le attrazioni viaggianti e i posteggi riservati al commercio su aree pubbliche per la vendita di prodotti alimentari e non e la somministrazione di alimenti e bevande.

“Mentre le attività commerciali sono chiamate ogni giorno a fare i conti con l’aumento dei costi, la concorrenza sempre più intensa e un mercato in continua evoluzione, il Comune di Lanciano sceglie di introdurre un ulteriore tributo per i dehors in occasione delle Feste di Settembre – attaccano i consiglieri comunali di opposizione, Rita Aruffo e Piero Cotellessa – È una decisione che lascia sinceramente perplessi. Le Feste di Settembre rappresentano uno dei momenti più importanti per l’economia cittadina: richiamano migliaia di visitatori, promuovono il territorio e offrono alle imprese locali una concreta opportunità di lavorare, investire e contribuire alla vivacità del centro urbano. Proprio per questo ci si aspetterebbe misure di sostegno e di incentivo, non l’introduzione di nuovi oneri economici. Si tratta di una scelta che appare in evidente controtendenza rispetto a quella adottata da molte amministrazioni, le quali, in occasione dei grandi eventi, favoriscono la partecipazione delle attività commerciali, riconoscendone il ruolo fondamentale nella riuscita delle manifestazioni e nell’attrattività della città”.

A rendere la decisione ancora più discutibile, secondo i consiglieri, è anche il criterio con cui il tributo viene applicato. “La tariffa è identica per tutti, senza alcuna distinzione in base al numero dei tavoli o alla reale occupazione di suolo pubblico – spiegano Aruffo e Cotellessa – In sostanza, viene richiesto un pagamento aggiuntivo anche a chi non amplia il proprio dehors e non aumenta i posti a sedere. Una modalità che appare poco equa, soprattutto se si considera che le attività hanno dimensioni e capienze molto diverse e che, in altri ambiti, lo stesso Comune applica criteri proporzionati alla superficie occupata”.

Per queste ragioni i consiglieri di opposizione chiedono all’amministrazione comunale di riconsiderare questa scelta e di aprire un confronto serio e costruttivo con le categorie economiche. “Il rilancio di Lanciano – concludono – passa anche dalla capacità delle istituzioni di sostenere chi ogni giorno investe, crea lavoro e contribuisce a mantenere vive e attrattive le nostre strade, soprattutto in occasione di un evento di così grande richiamo per la città”.

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