Liguria

Ponte Morandi, otto anni dopo: a palazzo Tursi e al Memoriale 100 scatti e le storie di chi ha perso la vita

Genova. Ricordare la tragedia perché non si ripeta mai più e ricordare chi in quella tragedia ha perso la vita, le aspirazioni, i sogni, le passioni, perché quelle 43 vittime non siano soltanto nomi e cognomi ma persone di cui c’è chi constantemente sente la mancanza, anche e più che mai otto anni dopo.

La commemorazione della strage del Ponte Morandi, avvenuta il 14 agosto 2018, in attesa della cerimonia ufficiale alla Radura della Memoria, si è tradotta in una doppia iniziativa portata avanti dall’Ordine dei giornalisti della Liguria insieme al Comitato Ricordo Vittime del Ponte Morandi e il Comune di Genova, in collaborazione con l’Associazione ligure dei giornalisti.

Nel pomeriggio di oggi a palazzo Tursi è stata presentata un’istallazione multimediale che inizialmente sarà ospitata nell’atrio del palazzo comunale e poi trasferita al Memoriale lungo il Polcevera. Si tratta di una mostra fotografica con oltre 100 immagini scattate da fotoreporter genovesi e di un video che racconta le vittime in quanto persone e non soltanto nella loro assenza.

All’inaugurazione del percorso, le massime autorità, oltre alla sindaca di Genova Silvia Salis e al consigliere regionale Matteo Campora in rappresentanza della Regione, l’arcivescovo di Genova monsignor Marco Tasca, il procuratore della Repubblica Nicola Piacente, il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Liguria Tommaso Fregatti, il vicepresidente dell’Ordine e coordinatore della mostra Andrea Leoni e la presidente del comitato Ricordo Vittime ponte Morandi Egle Possetti oltre a tanti familiari delle vittime.

“Questo questo doppio progetto – ha spiegato Tommaso Fregatti, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Liguria – è nato nel durante le pause del del processo sul crollo, parlando proprio con l’avvocato del Comitato Vittime, Raffaele Carusom ed Egle Possetti. Abbiamo riflettuto sul fatto che anche i giornalisti, che hanno avuto un ruolo importante in questa vicenda perché hanno raccontato, hanno tenuto alta l’attenzione, hanno vissuto anche tutte le udienze del processo e le fasi dell’inchiesta, potessero essere un contributo per il memoriale di Ponte Morandi”.

“E così abbiamo deciso di fare come Consiglio dell’Ordine questa doppia installazione che da una parte vede una mostra con centinaia di foto realizzate dai dieci giornalisti e fotoreporter liguri che hanno seguito tutte le fasi diciamo del del del Morandi, dal crollo, alla ricostruzione, agli sfollati, appunto al processo. E poi di realizzare una videoinstallazione un po’ sulla scorta di Ground Zero a New York dove sarà possibile ascoltare e scoprire le storie delle vittime, storie delle vittime che vengono raccontate da trenta giornalisti che hanno vissuto anche loro il Ponte Morandi e ora raccontano le storie delle persone che purtroppo non ci sono più”.

“Ma vogliono essere storie sempre al presente – sottolinea Fregatti – mai al passato, cioè contributi in cui raccontiamo i sogni, le aspirazioni di queste persone che hanno perso la vita e che purtroppo non ci sono più. E ci è sembrato giusto fare questa cosa, questa temporaneamente è a Palazzo Tursi, poi da fine ottobre faremo una seconda inaugurazione e sarà spostata al memoriale dove diventerà un’installazione fissa”.

Egle Possetti, presidente del comitato, ha ringraziato per l’iniziativa e ha lanciato un’idea: “Queste fotografie, questa mostra, non devono essere esposte solo a Genova ma devono girare in tutta Italia, per raccontare ancora quello che è accaduto”.

Dopo l’inaugurazione della mostra, alle 20.30, nel porticato al piano terra di Palazzo Tursi, andrà in scena la replica straordinaria de “La traiettoria calante”, spettacolo di e con Pietro Giannini, vincitore del Premio Ubu 2025 come miglior attore/performer under 35.




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